Il cuore è ciò che ti permette di passare dal fare bene all’eccellenza.
Siamo arrivati ormai ai titoli di coda di un’altra annata calcistica. Un ultimo sforzo, per concludere in bellezza un percorso non facile che ha comunque regalato gioie ed emozioni uniche.
La sfida casalinga contro l’Azzurra San Bartolomeo non ha avuto particolare significato a livello di campionato ma i “Tifosi non Schifosi” ci tenevano a non lasciare nulla al caso e a lavorare con cura e dedizione fino alla fine.
Dopo una trasferta come quella al “Tenni” di Treviso, dove il tifo nero-oro ha raggiunto uno dei punti più alti stagionali, ci poteva stare una certa rilassatezza e ridursi a portare a termine questo cammino con il minimo sindacale. E invece no. Sin da inizio settimana, si è operato a ritmi serrati per la creazione di uno striscione; certo, non una novità per una tifoseria che ha sempre dimostrato di lanciare messaggi e coreografie originali e mai banali ma farlo così assume i contorni di un finale inaspettato, con un colpo di scena a sorpresa.
“Verba volant, scripta manent”: le parole si sprecano e si liberano nell’aria, disperdendosi con lo scorrere del tempo; gli scritti su tela rimangono invece impressi nella memoria e nel cuore, lasciando un segno tangibile del pensiero e sentimento di una o più persone, di una collettività come quella del gruppo di supporters del Venezia 1985.
Doveroso e sentito quindi, in tal senso, l’omaggio a mister Giancarlo Murru, uomo e poi allenatore che ha costruito da zero, in sintonia con lo staff societario, una storia color nero-oro lunga cinque anni e ha saputo apprezzare negli anni l’apporto dato dai “Tifosi non Schifosi”, condividendo con loro gioie e amarezze.

Su una tela bianca, in occasione dell’ultimo atto sulla panchina veneziana, è stato dipinto un messaggio conciso (a differenza dello striscione, che nella sua interezza è risultato essere superiore ai 15 metri) ma significativo:
“IL BUON MARINAIO SI CONOSCE NELLE TEMPESTE: GRAZIE MISTER, ONORE A TE E ALLE TUE LEONESSE!”
Non trascurabile anche il riconoscimento, tra le righe, alle ragazze che hanno vissuto assieme a lui quest’avventura in campo, scrivendo pagine memorabili di sport e di vita.
Ad accompagnare la maestosa scritta, una bella e stilosa fumogenata all’ingresso in campo delle squadre, per colorare un momento dall’alto impatto emotivo.


Sulle ali dell’entusiasmo, incrementato dall’animata presenza di una rappresentanza della squadra maschile del Venezia 1985 e di una Giulia Trevisiol (squalificata, dopo aver preso la quinta ammonizione la domenica precedente) che si è unita alla compagnia, prestandosi nuovamente al tamburo, si è tenuto un tifo particolarmente vibrante per tutta la durata della partita (nonostante un abbassamento di voce improvviso e dai tratti comici di Filippo nel primo tempo). I cori della tifoseria nero-oro, però, non hanno portato le Leonesse a spingere il pallone in rete: lo 0-0 finale ha lasciato un leggero retrogusto amaro perchè si voleva concludere festeggiando una vittoria; l’impegno profuso però dalle ragazze durante la partita e tutto il campionato 2025/26 è stato riconosciuto pienamente.
La squadra ha raccolto l’invito a venire “sotto la curva”, colorata nuovamente dall’accensione dei fumogeni, e ha ricambiato l’affetto ed il sostegno ricevuto: una situazione che quest’anno si è ripetuta molte volte, apprezzabilmente anche e soprattutto nelle sconfitte (cosa mai successa negli anni scorsi), e che rappresenta appieno il forte legame instauratosi tra le parti.


La storia di questa stagione si è poi conclusa in un lungo post-partita allo stadio, con una grigliata organizzata dalla società, a cui ha partecipato attivamente anche la tifoseria, e seguita da musica e balli fino a notte fonda.
APPLAUSI.
Ognuno si porterà nel suo cuore un personale ricordo di questo campionato, che vi abbiamo raccontato qui su questo blog da una prospettiva diversa ed inedita: dai “Tifosi non Schifosi” al campo.
Da un cuore ed una passione che divampano congiuntamente ogni domenica dagli spalti al terreno di gioco, in una poetica calcistica inimitabile ed unica nel mondo femminile.
E adesso? Non ci resta che attendere con speranza l’inizio di una nuova fantastica avventura, da raccontare seduti ad un tavolo mentre si prende un caffè. Perchè una legge non scritta del calcio dice che i giocatori, gli allenatori, i dirigenti, i presidenti, le proprietà passano prima o poi… I colori e i Tifosi (non Schifosi) restano, sia come protagonisti che come testimoni di una storia.
Venezia Calcio 1985–Azzurra: emozioni, pali e resistenza. Una chiusura di stagione tra orgoglio e rimpianti
C’è qualcosa di profondamente umano nelle ultime giornate di campionato. Non sono mai solo partite: sono bilanci, sguardi che si incrociano, stagioni che si chiudono con il fiato sospeso o con la dignità di chi ha dato tutto. A Marcon, per la 22ª e ultima giornata del campionato di Serie C (Girone B), Venezia Calcio 1985 e Azzurra San Bartolomeo si affrontano con motivazioni diverse ma con lo stesso bisogno: lasciare un segno.
L’Azzurra cerca punti pesanti per evitare la zona calda e allontanare lo spettro dei playout. Il Venezia, invece, vuole salutare il proprio pubblico con una prestazione all’altezza, di quelle che restano.

Primo tempo: Le nero-oro vicine al colpo, ma la traversa dice no
Parte forte il Venezia, che al 6’ accende subito la gara: Gastaldin recupera un pallone prezioso a centrocampo, avanza con determinazione e lascia partire un destro potente dal limite. La conclusione è di quelle che fanno trattenere il respiro… Ma si stampa sulla parte alta della traversa e termina fuori. Il primo squillo è chiaro: le padrone di casa ci sono.
Il Venezia continua a spingere e al 28’ costruisce un’altra occasione pericolosa: cross dalla trequarti destra di Furlan, il pallone rimbalza in modo insidioso davanti al portiere dell’Azzurra, che rischia di essere scavalcato ma riesce con riflesso a deviare in calcio d’angolo.
La pressione cresce, e al 39’ arriva un’altra occasione nitida: azione sulla sinistra, il pallone arriva a Baldan che con una finta elegante supera un difensore e calcia. La sfera sfiora la traversa, uscendo di pochissimo. Le lagunari sono padrone del campo, ma il gol non arriva.
Secondo tempo: l’Azzurra reagisce, ma il muro regge
Nella ripresa, l’Azzurra cambia atteggiamento. Serve di più, serve coraggio. E infatti al 58’ arriva la prima vera occasione: contropiede rapido, Tonelli si inserisce e conclude ma trova il recupero di Paladini, che in spaccata riesce a strozzare il tiro. Il pallone rimane lì e la centravanti trentina prova il tap-in ma trova pronta la risposta di Cazzioli, che non si fa superare.
Il Venezia non resta a guardare e al 67’ torna a far tremare le avversarie: calcio d’angolo dalla destra, Sabia pennella in area e Paladini arriva in corsa. Il colpo di testa è preciso, ma il pallone termina fuori. Ancora una volta, centimetri.
Quando la partita sembra destinata allo 0-0, le ragazze di Murru hanno un ultimo sussulto al 89’: ancora corner dalla destra di Gastaldin, Sabia svetta di testa e sfiora nuovamente il palo. È l’ennesimo segnale di una gara stregata sotto porta.
Un punto che racconta molto più del risultato
Dopo sei minuti di recupero, il triplice fischio chiude una partita intensa, combattuta, vissuta su episodi sottili. Finisce senza reti, ma non senza storia.
Il Venezia Calcio 1985 saluta la stagione con una prestazione generosa, fatta di iniziativa, occasioni e carattere. L’Azzurra porta a casa un punto prezioso e decisivo nella corsa alla salvezza, resistendo con ordine e lucidità nei momenti più delicati.
Non è stata una partita qualunque. È stata l’ultima pagina di un capitolo, scritta con sudore, orgoglio e quella sottile malinconia che solo il calcio sa lasciare quando cala il sipario.
E da Marcon, ora, resta una promessa sospesa: ci si rivede il prossimo anno.
VENEZIA CALCIO 1985 0 – 0 AZZURRA S. BARTOLOMEO
VENEZIA CALCIO 1985
Cazzioli, Morettin (st 5’ Boschiero), Tosatto (st 42’ Scarpa), Dalla Santa, Gastaldin, Paladini, Baldan (st 9’ Grecu), Sabia, Ruggiero, Donaggio, Furlan.
A disposizione: Tonello.
Allenatore: Giancarlo Murru
AZZURRA S. BARTOLOMEO
Valenti, Lenzi, Busarello (st 30’ Greguoldo), Bonenti, Cova, Maurina, Dal Col, Rovea, Bertolini, Rosa (st 33’ Dapra), Tonelli.
A disposizione: Calovi, Giovannini, Bouaouni, Brenna, Planchestainer, Conci, Morini.
Allenatore: Francesco Bollino
Arbitro: Beatrice Fregonese della sezione di San Donà di Piave (VE).
Note:
Ammonite: Paladini, Tosatto e Gastaldin (VE).
Corners: 8-4
Minuti di recupero: pt 3’; st 6’.
Nel post-partita, Filippo Pajola ha raccolto alcune dichiarazioni in casa Venezia 1985:
– Ludovica Gastaldin
Ruolo: Centrocampista (È stabilmente impiegata in mezzo al campo, mezzala o centrale, a seconda delle partite.)
“Direi una prestazione nel complesso positiva. La squadra è entrata in campo con l’atteggiamento giusto, soprattutto nel primo tempo, dove abbiamo creato diverse occasioni e tenuto bene il ritmo. È mancato il gol, quello sì, ma non solo per sfortuna: probabilmente è mancata un po’ di lucidità negli ultimi metri. Nel secondo tempo siamo calate leggermente, anche per il caldo e per un dispendio energetico importante nella prima frazione.
Un po’ di rammarico c’è, perché quando giochi così vuoi portarla a casa. Però l’aspetto positivo è proprio l’approccio: nonostante la partita non fosse decisiva per la classifica, si è vista una squadra viva, che ci teneva a fare bene fino alla fine. Questo è un segnale importante di rispetto verso il campionato e verso noi stesse.
È stata una stagione intensa, con alti e bassi. Ci sono stati momenti molto belli, in cui abbiamo espresso un ottimo calcio e ottenuto risultati importanti, ma anche fasi più complicate. Le difficoltà non sono mancate, soprattutto per gli infortuni. Nel complesso darei un voto positivo: potevamo forse fare qualcosa in più, ma il gruppo ha sempre lottato.
Adesso è il momento di staccare un attimo e recuperare energie, sia fisiche che mentali. Durante la stagione si sacrificano tante cose, quindi è giusto prendersi un po’ di tempo. Per il futuro sicuramente ci sarà modo di parlare e programmare, ma ora la priorità è ricaricare.

A livello personale è stata una stagione impegnativa. Sono soddisfatta del contributo dato, anche se gli infortuni hanno inciso e non poco. Non è mai facile trovare continuità in quelle condizioni, però ho sempre cercato di dare tutto quando ero in campo. Più che rimpianti, porto con me la consapevolezza di aver dato anima e cuore: si chiude con serenità, anche se con la voglia di fare sempre meglio.
Il supporto dei tifosi è stato incredibile per tutta la stagione. Anche oggi la coreografia è stata bellissima e ci ha dato una spinta in più. Dal campo si percepisce davvero tanto il loro sostegno. Un momento che mi porto dentro in modo speciale è la domenica contro il Villorba al Tenni: per me Treviso è casa, è stata una partita dal sapore particolare. Sentire quel calore, vedere la partecipazione e vivere quell’atmosfera così intensa mi ha emozionato davvero tanto. Sono sensazioni che restano e che danno ancora più valore a tutto quello che facciamo in campo.”
– Martina Paladini
Ruolo: Difensore (Difensore centrale, affidabile e continua, una delle più presenti della stagione.)
“La partita di ieri è stata una gara sofferta fino all’ultimo, forse anche un po’ per le condizioni climatiche che hanno remato contro noi giocatrici soprattutto nel secondo tempo, però penso che sia stata una gara combattuta… Peccato per il gol che non è arrivato nonostante le occasioni avute.
Purtroppo non siamo riuscite a terminare la stagione nel migliore dei modi, perché festeggiare con 3 punti in più sarebbe stato un finale giusto e felice. Nonostante questo, non c’è nessun tipo di rammarico: abbiamo provato a fare del nostro meglio fino al fischio finale.
Penso sia stata una bella stagione. Avremmo potuto ottenere qualche posizione in più in classifica, ma questo non toglie la forza che abbiamo avuto soprattutto in determinati momenti. Come tutte le stagioni, ci sono state partite che non sono andate nella maniera prevista. Questo però non toglie la determinazione che ci siamo trasmesse l’una con l’altra sul campo da gioco, per cercare di dare il massimo anche quando il vento soffiava a nostro sfavore.

Ora è il momento di staccare un po’ la spina e più avanti capire cosa succederà nel corso della prossima stagione.
Penso che la voglia di crescere, migliorarmi e giocare mi abbia portato fino al termine della stagione integra, ahahah! Sarà fortuna, non lo so… Però sono molto contenta di aver potuto aiutare la mia squadra dall’inizio alla fine.
Il tifo sempre presente e sempre il migliore… Ci tenevo a ringraziare tutti i nostri tifosi, ma soprattutto te, Pippo, per non essere mancato nemmeno una volta e per aver creduto in noi in ogni momento, anche quando crederci forse era la cosa più difficile, per non averci mai lasciate sole e per averci accompagnate in questo percorso.
Non posso omaggiare solo una coreografia perchè sono state tutte molto sentite e bellissime. Ringrazio la società, le mie compagne, lo staff e i tifosi per questa stagione al Venezia 1985: è stato veramente un onore far parte di questa grande famiglia!”
-Emma Baldan
Ruolo: Centrocampista (ormai da anni con la maglia nero-oro, nonostante la giovane età ha guadagnato piano piano la fiducia del mister e delle compagne con impegno, qualità tecnica ed una buona verve in fase realizzativa.)
“Sì, credo che la lettura sia abbastanza chiara: è mancato soprattutto il gol. Nel primo tempo abbiamo fatto meglio, siamo state più ordinate e aggressive e abbiamo creato le occasioni più nitide. Nella ripresa siamo un po’ calate, probabilmente anche per il caldo che si è fatto sentire, e abbiamo perso lucidità negli ultimi metri. La prestazione, però, nel complesso c’è stata: non è stata una partita sottotono.
Un po’ di rammarico c’è, inutile nasconderlo. Volevamo chiudere con una vittoria, anche se la classifica era già definita. L’atteggiamento però è stato quello giusto: non siamo scese in campo da squadra in vacanza, anzi, si è visto che ci tenevamo a fare bene fino all’ultimo minuto della stagione. Questo è un segnale importante per il gruppo.
È stata una stagione con alti e bassi. Momenti molto positivi, in cui abbiamo espresso un bel gioco e portato a casa risultati importanti, e altri più complicati, dove magari ci è mancata continuità. Come voto complessivo darei un 7,5: buono, ma con margini per fare meglio.

Adesso è il momento di staccare un attimo la spina. È stata una stagione lunga e intensa, quindi credo sia giusto ricaricare le energie e dedicarsi anche a ciò che durante l’anno si mette un po’ da parte. Per il futuro ci sarà tempo di parlare, ma sicuramente la voglia è quella di ripartire con ambizione.
A livello personale sono abbastanza soddisfatta, anche se resta il rammarico per l’infortunio: la fascite mi ha tenuta fuori circa due mesi e ha un po’ spezzato il ritmo che avevo trovato. Non è stato semplice rientrare, ma penso di aver dato il mio contributo quando sono stata a disposizione. Sento comunque di avere ancora margini di miglioramento e questo è uno stimolo forte per lavorare ancora di più.
Il tifo è stato incredibile per tutta la stagione. Anche oggi si è fatto sentire e vedere con una bella coreografia ed è qualcosa che in campo ti dà una spinta in più. Se devo scegliere un momento, penso alla trasferta allo stadio Tenni di Treviso: lì abbiamo percepito un’energia speciale, un sostegno continuo che ci ha accompagnato per tutta la partita. Sono dettagli che fanno la differenza e che ti restano dentro.”
– Giancarlo Murru
Ruolo: Allenatore del Venezia 1985 (dalla stagione 2021-2022.)
“Giornata molto calda e afosa che ha inevitabilmente condizionato entrambe le squadre. Sul piano delle trame di gioco la prestazione è stata positiva: meglio nel primo tempo, ma anche nella ripresa la squadra ha mantenuto buoni livelli di geometria e organizzazione.
Siamo mancati nella fase conclusiva, ma abbiamo comunque creato volumi di gioco importanti. Abbiamo lavorato bene nell’apertura delle linee di passaggio, sia in ampiezza che in profondità. Era chiaro che, se la partita non si fosse sbloccata subito, sarebbe diventata complicata in relazione alle aspettative e agli obiettivi degli avversari.
Emotivamente toccante il sostegno e la gratificazione ricevuta dai tifosi durante tutta la gara. Difficile trovare le giuste parole di ringraziamento per una tifoseria che ha accompagnato incessantemente la squadra per tutta la stagione.”

Questa non è soltanto la fine di una partita, né semplicemente la chiusura di una stagione. È il punto fermo momentaneo di un viaggio che abbiamo provato a raccontarvi settimana dopo settimana, con uno sguardo diverso. Con un linguaggio che non si è limitato al risultato, ma che ha cercato di stare dentro il respiro del campo, dentro la voce della tifoseria, dentro la pelle viva di una passione.
Quella che avete letto non è stata una cronaca qualunque. È stata una tifocronaca.
Un racconto che ha unito il cuore e i fatti: la cronaca del tifo, lo svolgimento della partita, il tabellino, spesso introvabile per questa categoria e le dichiarazioni raccolte a caldo, restituite con rispetto e verità. Un piccolo magazine dentro un articolo, ogni mercoledì. Un esperimento, sì. Ma anche qualcosa di più.
Un progetto che io, come direttore, e Filippo Pajola abbiamo costruito passo dopo passo, con ostinazione e amore. E oggi possiamo dirlo, senza presunzione ma con orgoglio: è stato qualcosa di unico nel suo genere, soprattutto nel panorama del calcio femminile.
La redazione ringrazia il Venezia Calcio 1985 per la disponibilità e la fiducia.
Ma soprattutto ringrazia i Tifosi non Schifosi, anima pulsante di questo racconto, e tutti gli amici che hanno contribuito a renderlo vivo, autentico, necessario.
Un grazie speciale va a mister Giancarlo Murru: presenza costante, guida, riferimento umano prima ancora che tecnico. Sempre vicino, sempre disponibile, sempre pronto a sostenerci e a sopportarci in questo nostro modo di raccontare.
E poi loro, le protagoniste vere: le Leonesse veneziane, le tose nero-oro.
Ragazze che non si sono mai tirate indietro. Nemmeno nei giorni più difficili, nemmeno dopo una sconfitta, nemmeno quando sarebbe stato più facile restare in silenzio. Hanno sempre parlato, sempre condiviso. E in questo gesto c’è tutta la loro grandezza.
Infine, grazie a voi, lettori.
Perché ogni parola scritta ha senso solo se trova qualcuno disposto a leggerla, a sentirla, a portarla con sé.
E adesso?
Adesso arriva l’estate. Il tempo sospeso delle riflessioni, delle idee, dei nuovi inizi.
Ci fermeremo, sì. Ma solo per capire come tornare. Magari con una formula diversa, magari con un “caffè” o un “espresso” ancora più centrato sul tifo, sull’anima di questo sport.
Vedremo. Lasciamo volutamente tre puntini di sospensione.
Perché il calcio, come la vita, non si chiude mai davvero.
Questo non è un addio.
È un arrivederci.
Ma prima che cali il sipario, permettetemi di ringraziare con tutto il cuore il fido e prezioso compagno di crociera: ovvero il mitico Filippo Pajola. Senza di te, Pippo, questo stupendo diario di viaggio non avrebbe mai avuto luce.
“Ad maiora”
Filippo Pajola e Danilo Billi
