Cuore Azzurro: l’Italia batte la Serbia 3-0 ma il destino passa dalla Danimarca
Una vittoria netta, meritata, costruita con pazienza, carattere e qualità. Una vittoria che fa battere forte il cuore degli italiani ma che, purtroppo, non basta per spalancare direttamente le porte del Mondiale brasiliano del 2027.
L’Italia Femminile supera la Serbia con un convincente 3-0 nell’ultima sfida del percorso di qualificazione, ma deve fare i conti con il risultato proveniente dal derby scandinavo che spegne sul nascere il sogno della qualificazione diretta.

Resta però una prestazione importante, fatta di sacrificio, orgoglio e spirito di gruppo. Una serata che conferma ancora una volta la crescita di un movimento capace di emozionare e coinvolgere migliaia di tifosi.
Il primo pensiero è per Chiara Beccari
Prima ancora del fischio d’inizio arriva uno dei momenti più toccanti della serata.
Le Azzurre si raccolgono attorno alla maglia di Chiara Beccari, costretta a seguire la partita da fuori per il grave infortunio al ginocchio. Un gesto semplice ma potentissimo, che racconta l’anima di questo gruppo molto più di qualsiasi schema tattico.
L’Italia entra in campo con la voglia di vincere e con il desiderio di dedicare il successo anche alla giovane attaccante.
Una Serbia coraggiosa mette in difficoltà le Azzurre
L’avvio, però, non è dei più semplici.
La Serbia si presenta senza timori reverenziali e riesce a costruire trame di gioco più fluide rispetto alle italiane nei primi minuti. Le Azzurre sembrano contratte, forse appesantite dall’importanza della posta in palio.
La prima occasione nasce da una splendida intuizione di Arianna Caruso che pesca Benedetta Glionna nello spazio. L’esterno azzurro, però, non riesce a controllare nel modo migliore e l’opportunità sfuma.
Pochi minuti più tardi arriva il brivido più grande del primo tempo.
Slokic si ritrova praticamente davanti alla porta e sembra pronta a firmare il vantaggio serbo. A negarle la gioia del gol è una straordinaria Laura Giuliani, protagonista di un’uscita perfetta che salva l’Italia e tiene vivo il sogno azzurro.
Caruso illumina, Glionna e Girelli sfiorano il vantaggio
Scampato il pericolo, la Nazionale prova a prendere in mano la partita.
Ancora Glionna si rende pericolosa su un invitante traversone di Giada Greggi ma manca il tempo dell’intervento decisivo.
L’asse Caruso-Girelli produce poi un’altra occasione importante. La capitana azzurra si coordina in spaccata ma non riesce a indirizzare il pallone verso la porta.
Caruso continua a essere il motore della squadra. Quando decide di mettersi in proprio riceve da Dragoni e lascia partire una conclusione potente che termina di pochissimo a lato.
La Serbia, tuttavia, resta viva e chiude la prima frazione con un tentativo di Ivanovic che non crea particolari problemi alla retroguardia italiana.

Nella ripresa cambia tutto: Bergamaschi apre la strada
Al rientro dagli spogliatoi l’Italia mostra un volto diverso.
Più aggressiva, più convinta, più determinata.
Glionna e Giuliano costruiscono una buona opportunità da calcio piazzato ma manca il tocco vincente sotto porta.
Poco dopo Cristiana Girelli va vicinissima al vantaggio in due occasioni consecutive, trovando però sulla propria strada una reattiva Kostic.
Il muro serbo resiste fino al momento che cambia la partita.
È il minuto che tutti aspettavano.
Sul secondo palo sbuca puntuale Valentina Bergamaschi che si fa trovare pronta all’appuntamento con il destino e firma l’1-0 che fa esplodere la gioia azzurra.
Un gol pesantissimo, cercato, meritato, liberatorio.
Caruso e Bonansea chiudono i conti
L’Italia sente che la partita è finalmente nelle proprie mani.
La Serbia rischia addirittura l’autorete su un pericoloso cross di Glionna mentre Girelli continua a seminare il panico nella difesa avversaria, sfiorando il raddoppio in un duello uno contro uno con Kostic.
Poi arriva la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire.
La Danimarca passa in vantaggio nel derby scandinavo e, con quel risultato, la qualificazione diretta ai Mondiali comincia ad allontanarsi.
Le Azzurre però non smettono di giocare.
Anzi.
Reagiscono da grande squadra.
Arianna Caruso trova un destro perfetto che vale il 2-0 e certifica la superiorità italiana.
Nel finale arriva anche la firma della veterana Barbara Bonansea. La sua conclusione sorprende una non impeccabile Kostic e vale il definitivo 3-0.
Una vittoria che vale orgoglio e speranza
Al triplice fischio le giocatrici azzurre attendono con il fiato sospeso le notizie provenienti dagli altri campi.
La qualificazione diretta non arriva, ma resta una prestazione importante che conferma la qualità e la maturità di una Nazionale in continua crescita.
L’Italia batte la Serbia, regala emozioni ai tifosi e dimostra ancora una volta di avere carattere, identità e ambizione.
Il cammino verso il Mondiale 2027 non finisce qui.
Le Azzurre hanno mostrato di meritare il grande palcoscenico internazionale e continueranno a inseguire quel sogno con la stessa determinazione che hanno messo in campo in questa lunga notte dal cuore azzurro.
Danilo Billi

