Dalle difficoltà degli impianti alle emozioni vissute sui campi di tutta Italia. Dai successi del settore giovanile alla crescita del calcio femminile. Il fondatore e direttore generale dell’Enjoy Football Club traccia il bilancio di un’annata intensa e rilancia un modello in cui educazione, formazione e rispetto della persona vengono prima del risultato.

Ci sono società sportive che rincorrono il risultato della domenica e altre che, giorno dopo giorno, provano a costruire qualcosa destinato a durare nel tempo. Realtà che non si limitano a insegnare un gesto tecnico o uno schema tattico, ma scelgono di accompagnare bambini e ragazzi lungo un percorso di crescita umana prima ancora che sportiva.
L’Enjoy Football Club Bologna appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.
Nata nel 2019, la società bolognese ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel panorama del calcio giovanile emiliano, costruendo un’identità ben precisa, fondata su valori che oggi sembrano quasi rivoluzionari: educazione, formazione, rispetto, condivisione e senso di appartenenza.
Parole che non rappresentano semplicemente uno slogan, ma il filo conduttore di ogni scelta tecnica, organizzativa ed educativa.
A raccontare il cammino dell’Enjoy Football Club è il suo fondatore e direttore generale, Alessandro Fabrizio, figura che da oltre vent’anni vive il calcio giovanile da protagonista. Un percorso professionale che lo ha portato a ricoprire incarichi in società dilettantistiche e professionistiche, senza mai interrompere il proprio percorso di formazione, culminato con il conseguimento, a Coverciano, della qualifica federale di Responsabile di Settore Giovanile Professionistico, il massimo riconoscimento previsto dalla FIGC per chi opera nell’organizzazione e nello sviluppo dei vivai.
Una competenza costruita sul campo, ma soprattutto alimentata dalla convinzione che il calcio possa e debba rappresentare uno straordinario strumento educativo.
«Quando si lavora con i giovani – racconta Fabrizio – il risultato sportivo è importante, ma non può essere l’unico parametro di giudizio. Il nostro compito è aiutare ogni ragazzo e ogni ragazza a crescere come persona. Se riusciamo in questo, allora abbiamo davvero raggiunto il nostro obiettivo.»
Parole che sintetizzano perfettamente l’identità di una società giovane, ma già capace di distinguersi per qualità organizzativa e progettualità.
Una stagione intensa, tra ostacoli e soddisfazioni
Quella appena conclusa non è stata un’annata semplice.
Come accade spesso nello sport dilettantistico, anche l’Enjoy Football Club ha dovuto fare i conti con difficoltà indipendenti dalla propria volontà, in particolare con le problematiche legate alla disponibilità e alla gestione degli impianti destinati alle gare del fine settimana.
Un aspetto che, inevitabilmente, ha complicato l’organizzazione dell’attività sportiva e richiesto continui adattamenti.
«È stata una stagione impegnativa – spiega Alessandro Fabrizio – perché ci siamo trovati ad affrontare situazioni che non dipendevano da noi. La questione degli impianti ha rappresentato una difficoltà concreta, capace di ostacolare il lavoro quotidiano della società.»
Eppure, proprio quelle difficoltà hanno finito per rafforzare il gruppo.
Ogni problema è diventato un’occasione per crescere, collaborare e trovare nuove soluzioni.
«Quando arrivano gli ostacoli – prosegue il direttore generale – emergono anche le qualità delle persone. Staff, dirigenti, famiglie e ragazzi hanno dimostrato una straordinaria capacità di unirsi. È stata proprio questa coesione a renderci ancora più orgogliosi dei risultati raggiunti.»
Non è soltanto una frase di circostanza.
Chi vive quotidianamente il mondo dello sport sa bene quanto la solidità di una società si misuri soprattutto nei momenti più complicati.
Ed è proprio in quei frangenti che l’Enjoy Football Club ha confermato la propria maturità.
Le emozioni che solo il calcio sa regalare
Accanto alle inevitabili difficoltà organizzative, la stagione ha regalato anche momenti destinati a rimanere impressi nella memoria di tanti ragazzi e delle loro famiglie.
Perché il calcio giovanile non è fatto soltanto di partite.
È fatto di viaggi, amicizie, esperienze condivise, trasferte, emozioni e incontri destinati a lasciare un segno.
Ogni torneo rappresenta una scoperta.
Ogni nuova città visitata diventa un’occasione di crescita.
Ogni avversario affrontato insegna qualcosa.
«Quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di vivere esperienze straordinarie – racconta Fabrizio –. Abbiamo viaggiato molto, partecipato a tornei importanti e conosciuto realtà diverse dalla nostra. Tutto questo ha arricchito i nostri ragazzi non soltanto dal punto di vista sportivo, ma soprattutto sotto il profilo umano.»
È questa la filosofia che accompagna l’Enjoy Football Club fin dalla sua nascita.
Un’idea di calcio che guarda al futuro senza dimenticare che dietro ogni maglia esiste una persona.
Un bambino.
Una bambina.
Un ragazzo.
Una ragazza.
Persone che domani diventeranno uomini e donne e che porteranno con sé gli insegnamenti ricevuti oggi su un campo da calcio.
Ed è forse proprio questa la vittoria più importante.
Il cuore pulsante dell’Enjoy Football Club: settore giovanile, scuola calcio e una comunità che cresce insieme
Se la stagione dell’Enjoy Football Club è stata caratterizzata da sacrifici e capacità di adattamento, è altrettanto vero che il campo ha restituito risposte importanti. Non soltanto sotto il profilo dei risultati sportivi, ma soprattutto nella crescita dei ragazzi e delle ragazze che ogni settimana indossano con orgoglio i colori della società.
Perché all’Enjoy il risultato rappresenta una conseguenza del lavoro quotidiano, non il punto di partenza.
È questa la filosofia che accompagna ogni allenamento, ogni partita e ogni scelta tecnica.
Una filosofia che trova la sua massima espressione nel settore giovanile.
Un settore agonistico che continua a crescere
Con l’inizio della nuova stagione, l’Enjoy Football Club ha scelto una strada ben precisa: diventare una società interamente dedicata al settore giovanile, concentrando tutte le proprie energie su quello che rappresenta il cuore del progetto.
Una scelta coraggiosa, ma perfettamente coerente con l’identità costruita negli anni.
L’attività agonistica ha visto impegnate quattro formazioni: due squadre della categoria Allievi e due della categoria Giovanissimi.
Un lavoro impegnativo che ha coinvolto tecnici, dirigenti, preparatori e famiglie in un percorso comune di crescita.
Tra le squadre che hanno maggiormente evidenziato i progressi compiuti c’è senza dubbio l’Under 17 Regionale.
Una formazione che, rispetto alle stagioni precedenti, ha mostrato una crescita evidente sia sul piano tecnico sia sotto l’aspetto collettivo.
La squadra ha saputo confrontarsi con avversari di valore, conquistando risultati significativi e chiudendo il campionato nella parte alta della classifica.
Numeri che raccontano solo in parte il lavoro svolto.
Per Alessandro Fabrizio, infatti, il vero successo è stato osservare il miglioramento quotidiano dei singoli calciatori.
«Abbiamo visto crescere il gruppo settimana dopo settimana. I ragazzi sono maturati tecnicamente, ma soprattutto hanno imparato a ragionare come squadra. Questo era il nostro primo obiettivo.»
Parole che raccontano un concetto fondamentale.
Nel calcio giovanile non basta insegnare a calciare un pallone.
Bisogna insegnare a condividere, ad aiutarsi, ad affrontare insieme vittorie e sconfitte.
Nei Giovanissimi la vittoria più bella è stata creare un gruppo
Se l’Under 17 ha raccolto soddisfazioni importanti sul campo, il lavoro svolto nella categoria Giovanissimi rappresenta forse l’esempio più concreto della filosofia Enjoy.
Qui il primo obiettivo non era la classifica.
Era costruire una squadra.
Un gruppo unito, capace di crescere insieme.
Molti ragazzi arrivavano da stagioni nelle quali il percorso tecnico era stato positivo, ma mancava ancora qualcosa sotto il profilo della coesione.
Per questo motivo lo staff tecnico ha deciso di investire moltissimo sull’aspetto educativo.
Allenamento dopo allenamento, partita dopo partita, i ragazzi hanno imparato a conoscersi meglio, a sostenersi nei momenti difficili e a vivere il calcio come un’esperienza collettiva.
Un percorso che Alessandro Fabrizio considera uno dei risultati più importanti dell’intera stagione.
«Grazie al lavoro dei nostri tecnici siamo riusciti a creare un gruppo molto più unito. Questo rappresenta il punto di partenza per qualsiasi crescita futura, sia tecnica sia umana.»
Una base solida sulla quale costruire gli anni che verranno.
Perché il talento può aiutare a vincere una partita.
Ma è il gruppo che permette di costruire un futuro.
La scuola calcio, il fiore all’occhiello della società
Se il settore agonistico rappresenta il presente dell’Enjoy Football Club, la scuola calcio ne rappresenta il futuro.
È qui che tutto comincia.
È qui che centinaia di bambini muovono i primi passi inseguendo un pallone e, spesso senza rendersene conto, iniziano anche un percorso educativo destinato ad accompagnarli per molti anni.
Oggi la scuola calcio dell’Enjoy è diventata uno dei punti di riferimento del territorio bolognese.
Con oltre cento tesserati soltanto nella scuola calcio (su un totale di 250 iscritti), un’organizzazione sempre più strutturata e uno staff qualificato, la società continua a crescere anno dopo anno.
Un ruolo fondamentale lo svolge anche la sede operativa, il Circolo Italia, struttura moderna e funzionale che offre spazi ideali per l’attività sportiva e rappresenta un valore aggiunto per tutta la società.
«Siamo orgogliosi della nostra scuola calcio. È il fiore all’occhiello dell’Enjoy Football Club. Oltre ai numeri, quello che ci rende soddisfatti è l’entusiasmo che vediamo ogni giorno negli occhi dei bambini e delle loro famiglie.»
Perché dietro quei cento tesserati non ci sono semplicemente cento iscrizioni.
Ci sono cento storie.
Cento sogni.
Cento famiglie che hanno deciso di affidare i propri figli a un progetto educativo prima ancora che sportivo.
Esperienze che valgono più di una vittoria
Ridurre una stagione ai soli risultati sarebbe però profondamente ingiusto.
Il vero patrimonio dell’Enjoy Football Club è rappresentato dalle esperienze vissute durante l’anno.
Esperienze che hanno consentito ai ragazzi di conoscere realtà prestigiose del calcio italiano.
Tra i momenti più emozionanti spicca certamente il viaggio a Torino, ospiti della Juventus.
Un’occasione speciale che ha permesso ai giovani tesserati di respirare da vicino l’atmosfera di uno dei club più importanti del panorama internazionale.
Non meno significativa è stata la trasferta organizzata a Como, altra realtà professionistica in forte crescita.
Esperienze che hanno acceso entusiasmo e curiosità nei ragazzi, mostrando loro quanto il calcio possa diventare anche uno straordinario strumento di conoscenza.
Ma il momento che probabilmente resterà più impresso nella memoria di tutti è stata la visita al Centro Tecnico Federale di Coverciano.
Entrare nella casa della Nazionale italiana significa vivere un’emozione difficile da raccontare.
Passeggiare tra i luoghi simbolo del calcio azzurro.
Visitare il Museo del Calcio.
Allenarsi sugli stessi campi che hanno visto lavorare alcuni dei più grandi allenatori della storia italiana.
Per un bambino non è soltanto un allenamento.
È un sogno che prende forma.
Ed è proprio questo il valore aggiunto che l’Enjoy vuole offrire ai propri ragazzi.
Non semplici allenamenti.
Ma esperienze capaci di lasciare ricordi destinati ad accompagnarli per tutta la vita.

Le famiglie: il primo vero partner educativo
C’è però un altro elemento che Alessandro Fabrizio considera fondamentale per il successo del progetto Enjoy.
Le famiglie.
Troppo spesso, nel calcio giovanile, il rapporto tra società e genitori viene raccontato soltanto quando emergono problemi.
L’Enjoy Football Club ha scelto invece una strada completamente diversa.
Coinvolgere i genitori.
Renderli partecipi.
Farli sentire parte integrante della crescita dei propri figli.
«Per noi la componente genitoriale è fondamentale. Senza il loro sostegno, la loro fiducia e la loro partecipazione sarebbe molto più difficile realizzare il progetto educativo che abbiamo immaginato.»
Una visione moderna, che supera il concetto del genitore semplice spettatore.
All’Enjoy le famiglie diventano parte della squadra.
Condividono obiettivi, valori e responsabilità.
Perché soltanto quando società, allenatori e genitori remano nella stessa direzione è possibile creare un ambiente sereno nel quale bambini e ragazzi possano esprimersi senza pressioni inutili.
È forse questa una delle intuizioni più importanti dell’Enjoy Football Club.
Capire che educare un giovane atleta non è mai il lavoro di una sola persona.
È una responsabilità condivisa.
Ed è proprio questa alleanza tra società e famiglie che continua a rappresentare una delle colonne portanti di un progetto che, stagione dopo stagione, cresce senza perdere di vista la propria identità.
Il calcio femminile, la forza dello staff e un’idea di sport che guarda al futuro
Se c’è un aspetto che racconta meglio di ogni altro l’evoluzione dell’Enjoy Football Club è la volontà di non fermarsi mai.
Ogni stagione rappresenta un punto di partenza.
Ogni risultato raggiunto diventa uno stimolo per costruire qualcosa di ancora più grande.
È con questo spirito che la società bolognese ha deciso di aprire con convinzione anche le porte al calcio femminile, un settore nel quale Alessandro Fabrizio e tutto il suo staff credono profondamente.
Una scelta che non nasce seguendo una moda o un fenomeno del momento.
Nasce da una convinzione.
Il calcio è un linguaggio universale e deve offrire le stesse opportunità di crescita a tutti.
Il calcio femminile: una scommessa già vinta
La stagione appena conclusa ha rappresentato un passaggio storico per l’Enjoy Football Club.
Accanto all’attività del calcio a cinque, già consolidata negli anni precedenti, è nato anche il progetto dedicato al calcio a otto.
Una novità importante che ha immediatamente regalato soddisfazioni sportive e umane.
Al primo anno di attività la squadra ha conquistato il titolo di campione provinciale.
Un successo che, inevitabilmente, ha riempito d’orgoglio tutta la società.
Ma per Alessandro Fabrizio il trofeo rappresenta soltanto una parte della storia.
«Il settore femminile ci ha regalato emozioni straordinarie. Certamente il titolo provinciale conquistato nel calcio a otto rappresenta una soddisfazione enorme, soprattutto perché arrivato al primo anno di attività. Ma ciò che ci rende davvero orgogliosi è il senso di appartenenza dimostrato da tutte le ragazze.»
È proprio questo il concetto sul quale insiste il direttore generale.
Le vittorie passano.
I valori restano.
Nel corso della stagione le atlete hanno saputo creare un gruppo unito, condividendo pienamente lo spirito che caratterizza l’Enjoy Football Club.
Impegno.
Disponibilità.
Rispetto.
Collaborazione.
Parole che, giorno dopo giorno, sono diventate il vero filo conduttore del progetto.
Ed è proprio questa capacità di creare comunità che rende il settore femminile una delle realtà più promettenti dell’intera società.
Dietro ogni squadra c’è uno staff che lavora nell’ombra
Quando si osserva una partita si vedono i giocatori.
Quando arriva una vittoria si applaude chi scende in campo.
Molto più difficile, invece, è accorgersi del lavoro silenzioso che ogni giorno viene svolto lontano dai riflettori.
Per Alessandro Fabrizio gran parte dei meriti della crescita dell’Enjoy Football Club appartengono proprio alle persone che compongono lo staff.
Allenatori.
Educatori.
Dirigenti.
Segreteria.
Collaboratori.
Persone che hanno scelto di dedicare tempo, competenze e passione a un progetto nel quale credono profondamente.
«Desidero ringraziare tutti coloro che hanno deciso di condividere questo percorso con noi. Senza la loro professionalità, la loro disponibilità e il loro entusiasmo nulla di ciò che abbiamo costruito sarebbe stato possibile.»
Parole sincere.
Parole che raccontano un modo diverso di vivere una società sportiva.
All’Enjoy non esistono protagonisti assoluti.
Esiste una squadra.
Una squadra che lavora anche fuori dal campo.
Ogni componente dello staff ha responsabilità ben precise.
Ogni figura contribuisce alla crescita dell’intero progetto.
Un’organizzazione costruita su competenze specifiche ma soprattutto sulla collaborazione quotidiana.
Ed è proprio questa capacità di lavorare insieme che ha consentito alla società di affrontare anche le difficoltà incontrate durante la stagione.
Ventidue anni nel calcio per capire dove intervenire
Quando Alessandro Fabrizio affronta il tema del calcio giovanile lo fa con l’autorevolezza di chi questo mondo lo vive da oltre vent’anni.
Ha conosciuto il dilettantismo.
Ha lavorato nel professionismo.
Ha continuato a studiare.
Ad aggiornarsi.
A confrontarsi.
Un percorso culminato con il conseguimento della qualifica federale di Responsabile di Settore Giovanile Professionistico ottenuta a Coverciano.
Ma nonostante questo bagaglio di esperienze evita qualsiasi atteggiamento da professore.
«Non mi piace fare il sapiente che individua colpevoli ad ogni costo. I problemi del calcio giovanile sono complessi e non possono essere ridotti a una sola causa.»
Una riflessione che apre uno scenario molto più ampio.
Per Fabrizio il principale problema del calcio italiano non è tecnico.
È culturale.
Educazione e formazione: le due parole che possono cambiare il calcio
Se dovesse riassumere in due sole parole la filosofia dell’Enjoy Football Club, Alessandro Fabrizio non avrebbe dubbi.
Educazione.
Formazione.
Due concetti che rappresentano il cuore del progetto.
Due parole che, secondo lui, dovrebbero guidare ogni società sportiva che lavora con i giovani.
«Educare non significa semplicemente insegnare delle regole. Significa essere un esempio. I ragazzi osservano ogni nostro comportamento. Per questo chi lavora con loro deve avere una responsabilità enorme.»
Un concetto che va ben oltre il rettangolo verde.
Educare significa trasmettere rispetto.
Correttezza.
Capacità di ascolto.
Disponibilità.
Significa insegnare che una sconfitta non è una tragedia e che una vittoria non autorizza mai la mancanza di rispetto verso gli avversari.
Allo stesso modo anche il concetto di formazione assume un significato molto più profondo rispetto al semplice miglioramento tecnico.
«Formare non significa vincere un campionato. Formare significa aiutare ogni atleta a migliorare rispettando i suoi tempi, le sue caratteristiche e le sue potenzialità.»
Una frase che racchiude tutta la filosofia Enjoy.
Perché ogni ragazzo cresce con tempi diversi.
Ogni bambino ha esigenze differenti.
Ogni atleta percorre una strada personale.
Pretendere che tutti arrivino allo stesso traguardo nello stesso momento significa tradire il senso stesso dello sport.
Il calcio non può diventare una fabbrica di illusioni
Nel suo ragionamento Alessandro Fabrizio affronta anche alcuni temi delicati.
Le infrastrutture spesso insufficienti.
Gli impianti non sempre adeguati.
Le difficoltà organizzative che tante società dilettantistiche affrontano quotidianamente.
Ma il suo pensiero va oltre.
Esiste un altro problema che, a suo giudizio, rischia di fare ancora più danni.
«Ci sono persone che ruotano attorno al calcio senza avere davvero a cuore la crescita dei ragazzi. Alimentano illusioni, raccontano favole, fanno promesse che non potranno mantenere e finiscono soltanto per creare aspettative sbagliate.»
Un passaggio forte.
Pronunciato però senza polemica.
Piuttosto con la preoccupazione di chi vede ragazzi e famiglie affidarsi troppo spesso a false scorciatoie.
Il calcio, secondo Alessandro Fabrizio, dovrebbe tornare a essere un luogo nel quale la crescita personale venga prima della ricerca del successo immediato.
Un ambiente capace di accompagnare bambini e adolescenti verso l’età adulta.
Il futuro si costruisce oggi: la stagione 2026-2027, nuove sfide e un sogno chiamato Enjoy
Perché, in fondo, il vero obiettivo non è costruire un calciatore.
È aiutare a crescere un uomo o una donna consapevoli dei propri valori.
Ed è questa convinzione che continua a guidare, giorno dopo giorno, il cammino dell’Enjoy Football Club.
La stagione 2025-2026 è ormai entrata negli archivi.
Un’annata fatta di sacrifici, emozioni, viaggi, crescita e risultati che hanno confermato la bontà del progetto Enjoy Football Club.
Ma chi conosce Alessandro Fabrizio sa bene che il tempo dei festeggiamenti dura poco.
Perché, mentre una stagione si conclude, un’altra è già iniziata.
Dal 1° luglio, infatti, l’Enjoy Football Club ha ufficialmente aperto il nuovo anno sportivo con idee ancora più ambiziose e con la volontà di consolidare quanto costruito in questi anni.
L’obiettivo non è stravolgere.
È migliorare.
Ogni giorno.
Ogni allenamento.
Ogni persona.
Una filosofia semplice solo in apparenza, ma che richiede programmazione, investimenti, competenze e una grande capacità di guardare lontano.
La stagione del consolidamento
Se quella appena conclusa è stata l’annata delle esperienze, dei viaggi e della crescita del gruppo, quella che si apre sarà la stagione del consolidamento.
Una parola che ritorna spesso nelle riflessioni di Alessandro Fabrizio.
Consolidare significa rafforzare un’identità già ben definita.
Significa continuare a crescere senza perdere di vista quei valori che hanno accompagnato l’Enjoy Football Club fin dal primo giorno della sua nascita.
«Vogliamo che questa sia la stagione della formazione, del miglioramento della nostra struttura e del consolidamento della nostra presenza sul territorio. Ogni anno rappresenta un passo avanti e oggi possiamo dire di essere sulla strada giusta.»
Dal 2019 ad oggi la società ha compiuto un percorso di crescita costante.
Un cammino fatto di piccoli passi, senza scorciatoie.
Un progetto che ha preferito costruire fondamenta solide piuttosto che cercare risultati immediati.
Ed è proprio questa continuità a rappresentare oggi uno dei principali punti di forza dell’Enjoy.
Uno staff ancora più forte
Per affrontare le nuove sfide serviranno competenze sempre più specifiche.
Per questo motivo la società ha scelto di investire ulteriormente sul proprio organico tecnico e dirigenziale.
Lo staff attuale è stato confermato quasi integralmente.
Una scelta che testimonia la fiducia nei confronti di un gruppo di lavoro che ha dimostrato professionalità, competenza e piena condivisione del progetto.
Accanto alle conferme arriveranno anche nuovi ingressi.
Nell’area tecnica verrà ulteriormente potenziato il lavoro dedicato ai portieri, mentre sarà rafforzata anche l’area del perfezionamento tecnico individuale, con figure specializzate che seguiranno da vicino la crescita dei giovani atleti.
Anche il settore femminile vivrà un importante salto di qualità.
La società ha infatti programmato l’ingresso di nuove figure tecniche e organizzative, con l’obiettivo di offrire alle ragazze servizi sempre più qualificati e un percorso ancora più completo.
Per Alessandro Fabrizio la crescita di una società passa inevitabilmente dalla qualità delle persone che la compongono.
Non basta avere entusiasmo.
Servono preparazione.
Aggiornamento continuo.
Condivisione degli obiettivi.
E soprattutto la capacità di lavorare come un’unica squadra.
Formazione continua: una società che non smette mai di imparare
Uno degli aspetti che caratterizzeranno maggiormente la nuova stagione sarà l’investimento nella formazione.
Una scelta che va ben oltre il semplice miglioramento tecnico.
L’Enjoy Football Club vuole trasformarsi sempre di più in una comunità educativa capace di coinvolgere non soltanto gli atleti, ma anche famiglie, allenatori e dirigenti.
Per questo motivo nel corso dell’anno saranno organizzati numerosi incontri con professionisti provenienti da diversi ambiti.
Psicologi.
Nutrizionisti.
Educatori.
Preparatori motori.
Allenatori professionisti.
Esperti della comunicazione.
Figure chiamate a condividere esperienze e conoscenze con l’obiettivo di offrire strumenti concreti per affrontare le sfide che oggi coinvolgono bambini e adolescenti.
Non si parlerà soltanto di calcio.
Si parlerà di crescita.
Di benessere.
Di educazione.
Di responsabilità.
Perché il compito di una società sportiva non può limitarsi alle due ore di allenamento settimanali.

Bullismo, integrazione e social: le nuove sfide educative
Il mondo cambia.
Cambiano i ragazzi.
Cambiano le famiglie.
Cambiano anche le difficoltà che le nuove generazioni si trovano ad affrontare.
L’Enjoy Football Club ha scelto di non ignorare questi cambiamenti.
Tra i temi che accompagneranno la stagione ci saranno infatti questioni di grande attualità come il bullismo, l’inclusione, l’integrazione e l’utilizzo consapevole dei social network.
Argomenti che oggi fanno parte della quotidianità di ogni adolescente.
Per Alessandro Fabrizio una società sportiva moderna non può rimanere spettatrice.
Deve diventare uno spazio sicuro.
Un luogo nel quale ragazzi e ragazze possano confrontarsi, crescere e imparare a vivere relazioni sane, nel rispetto reciproco.
Anche questa è educazione.
Anche questo significa fare calcio.
Viaggiare per conoscere il mondo
Naturalmente non mancherà ciò che negli ultimi anni ha reso speciale il percorso dell’Enjoy.
Le esperienze.
I tornei.
Le trasferte.
I viaggi.
La società continuerà infatti a partecipare a manifestazioni nazionali e internazionali, offrendo ai propri tesserati l’opportunità di confrontarsi con realtà sportive diverse e di vivere esperienze che lasciano un segno ben oltre il risultato finale.
Ogni viaggio rappresenta un’occasione di crescita.
Ogni torneo diventa un laboratorio di vita.
Perché il confronto con culture sportive differenti insegna ai ragazzi ad aprire la mente, ad adattarsi, a rispettare gli altri e a diventare cittadini prima ancora che calciatori.
Prima il bambino, poi il giocatore
L’ultima riflessione di Alessandro Fabrizio è probabilmente anche la più significativa.
È quella che sintetizza l’intera filosofia dell’Enjoy Football Club.
Una frase semplice.
Ma capace di racchiudere il senso di un progetto nato sei anni fa e oggi in continua espansione.
«Il mio augurio è che ogni ragazzo possa diventare migliore rispetto a ieri. Ma soprattutto che noi non dimentichiamo mai quale sia il nostro vero compito. Prima del calciatore c’è sempre una persona. C’è un bambino, una bambina, un ragazzo o una ragazza che meritano rispetto, cura e attenzione.»
Sono parole che meritano di essere ascoltate.
In un calcio sempre più frenetico, dove spesso si parla soltanto di classifiche, classificazioni, procuratori, prestazioni e risultati, l’Enjoy Football Club sceglie di fermarsi un istante e ricordare quale sia la vera missione dello sport.
Educare.
Accompagnare.
Proteggere.
Aiutare ogni giovane atleta a diventare una persona migliore.
Perché una partita dura novanta minuti.
Una stagione si conclude ogni primavera.
Ma gli insegnamenti ricevuti durante l’infanzia possono accompagnare una persona per tutta la vita.
Ed è forse proprio questa la vittoria più bella dell’Enjoy Football Club.
Non quella conquistata con una coppa alzata al cielo.
Ma quella che, ogni pomeriggio, si legge negli occhi di un bambino che torna a casa con il sorriso dopo un allenamento.
È lì che si misura davvero il valore di una società.
È lì che il calcio ritrova il suo significato più autentico.
E, guardando il cammino intrapreso dal 2019 a oggi, l’Enjoy Football Club sembra avere le idee molto chiare: continuare a crescere senza perdere la propria anima, formando non soltanto buoni calciatori, ma cittadini responsabili, uomini e donne capaci di affrontare il futuro con rispetto, passione e consapevolezza.
Perché, in fondo, il futuro del calcio passa inevitabilmente dai giovani.
E il futuro dei giovani passa anche da società come l’Enjoy Football Club, dove ogni allenamento è molto più di una semplice seduta tecnica: è una lezione di vita.
Danilo Billi

