Fiorentina-Ternana Women 3-1 nella seconda giornata della Women’s Cup. Van der Zanden e Snerle firmano il doppio vantaggio viola, Yang riapre la partita con il primo gol rossoverde della stagione. Woldvik chiude i conti nel recupero
Ci sono campi dove una partita vale semplicemente novanta minuti.
E poi ci sono luoghi dove, prima ancora che il pallone cominci a rotolare, senti che il calcio ha già cominciato a raccontare la sua storia.

Il Viola Park, nel giorno del centenario della Fiorentina, era esattamente uno di questi luoghi.
La festa viola faceva da cornice a Fiorentina-Ternana Women, seconda giornata della Women’s Cup. Una giornata speciale per Firenze, con il passato tornato a passeggiare accanto al presente, con le protagoniste di ieri, le ex campionesse, le maglie che hanno scritto pagine importanti della storia viola e una nuova generazione chiamata a raccogliere quel testimone.
In mezzo a tutto questo c’era anche la Ternana Women.
Rossoverde.
Orgogliosa.
Accompagnata dalla propria gente.
E alla fine sconfitta 3-1.
Ma il risultato, questa volta, non racconta proprio tutto.
Perché dentro questo 3-1 ci sono una squadra ancora da costruire, gambe che devono necessariamente trovare brillantezza, qualche meccanismo da registrare e soprattutto una reazione mentale che vale molto più di quanto possa raccontare il tabellino.

Il Viola Park celebra il passato, la Ternana guarda al futuro
Il calcio è strano.
A volte mette passato e futuro nello stesso fotogramma.
Mentre il Viola Park celebra i cento anni della Fiorentina, con una giornata vestita di storia e nostalgia, in campo c’è una ragazza che rappresenta perfettamente il presente e il futuro del calcio viola.
Emma Severini.
Giovanissima, ma già capace di indossare la fascia invisibile della leadership.
Una leadership che non dipende dall’età e nemmeno dal numero di presenze.
Dipende dalla personalità.
E Severini quella personalità ce l’ha.
Non a caso anche la Curva del Viola Park le dedica un momento speciale, con un bellissimo striscione.
Ma il racconto della giornata non appartiene soltanto ai colori viola.
Sugli spalti, infatti, c’è anche la Ternana.
Bandiera rossoverde.
Striscione.
Una piccola del fan club della Ternana Women, che nonostante i chilometri ha riempito una macchina e ha voluto esserci.
Perché ci sono tifosi che non seguono semplicemente una squadra.
La accompagnano.
E quella bandiera, in mezzo alla festa viola, raccontano proprio questo.
La Ternana Women tiene, poi arriva il doppio colpo della Fiorentina
Sul terreno di gioco le Fere iniziano con prudenza.
La squadra di mister Defendi cerca soprattutto di non concedere spazi alla Fiorentina, che prova a fare la partita e a regalare al proprio pubblico una vittoria all’interno di una giornata così importante.
La Ternana resta compatta.
Tiene le linee.
Resiste.
Per lunghi tratti riesce a impedire alle padrone di casa di trasformare il possesso in occasioni realmente pericolose.
Ma si vede anche una squadra ancora alla ricerca della propria condizione.
È agosto.
La preparazione non è uguale per tutti.
I carichi di lavoro possono essere differenti.
E nel calcio, quando le gambe non sono ancora leggere, anche mezzo secondo può diventare decisivo.
La Ternana regge per oltre quaranta minuti.
Poi, però, arriva la tempesta.
Al 42′ Bredgaard calcia una punizione dentro l’area.
Van der Zanden legge prima di tutte la traiettoria e trova l’incornata dell’1-0.
La Fiorentina passa.
La Ternana accusa il colpo.
E appena due minuti più tardi arriva anche il raddoppio.
Færge sfonda sulla destra e serve un pallone invitante.
Snerle non sbaglia.
2-0.
Due gol in pochissimo tempo.
Due schiaffi che sembrano poter mandare la partita in una direzione precisa.
Ma il calcio, quello vero, non ha mai avuto troppa simpatia per le storie già scritte.

Yang accende la luce rossoverde
Negli spogliatoi, evidentemente, qualcosa cambia.
Perché la Ternana che torna in campo non è la stessa dei minuti finali del primo tempo.
È più aggressiva.
Più coraggiosa.
Più convinta.
E soprattutto è ancora dentro la partita.
Passano appena due minuti.
Yang approfitta di un errore in uscita della difesa viola, recupera il pallone e calcia immediatamente di destro.
Il pallone prende il primo palo.
Poi entra.
2-1.
E qui il gol diventa una storia nella storia.
Per Yang è la prima rete con la maglia rossoverde.
Per la Ternana Women è il primo gol ufficiale di questo nuovo cammino stagionale.
Una rete che riapre la partita, ma soprattutto restituisce fiducia a una squadra che avrebbe potuto smarrirsi.
Invece no.
Le Fere rialzano la testa.
E quando una squadra rialza la testa dopo essere stata colpita, il risultato può anche essere ancora sfavorevole, ma qualcosa è già cambiato.

La Fiorentina spinge, Schroffenegger risponde
La Fiorentina non vuole farsi sfuggire la partita.
Le viola provano a ristabilire immediatamente le distanze.
La Ternana, però, resta viva.
E in alcuni momenti deve ringraziare anche Schroffenegger, protagonista di interventi importanti.
Al 22′ della ripresa il portiere rossoverde compie una parata decisiva sulla linea sul colpo di testa di Johansen.
Al 35′ Bredgaard prova a sorprenderla direttamente da una punizione defilata.
Schroffenegger c’è.
Devia.
Tiene in piedi la Ternana.
Dietro, intanto, Eleonora Pacioni mette in campo una prestazione fatta di duelli, personalità e carattere.
Non è la serata perfetta della retroguardia rossoverde.
Ma in mezzo alle difficoltà si vedono giocatrici che non hanno nessuna intenzione di consegnarsi alla partita.
Ed è questo il dettaglio che, da cronista e da Cantastorie, mi piace portare a casa.
Non soltanto il 3-1.
Ma la voglia di continuare a provarci.

Woldvik chiude la partita, ma non chiude il racconto
Il cronometro corre.
La Ternana cerca il pareggio.
La Fiorentina difende il vantaggio.
Le Fere continuano a spingere, pur pagando inevitabilmente qualcosa dal punto di vista atletico.
Poi arriva il recupero.
E arriva il colpo di testa di Woldvik.
3-1.
La partita finisce lì.
La Fiorentina festeggia.
La Ternana incassa la seconda sconfitta stagionale.
Ma non esce dal Viola Park sconfitta nello spirito.
E forse è proprio questa la differenza.
Ternana Women, il bicchiere può essere mezzo pieno
Due partite di Women’s Cup.
Due sconfitte.
Numeri che non possono essere ignorati.
Ma nemmeno numeri che possono diventare una sentenza sul futuro della stagione.
La Ternana Women è ancora un cantiere.
E i cantieri, per definizione, hanno impalcature, rumore, polvere e lavori ancora da terminare.
La squadra deve trovare la propria quadratura.
Deve oliare i meccanismi.
Deve migliorare la condizione fisica.
Deve permettere alle nuove giocatrici di conoscersi.
Deve trovare automatismi.
Deve diventare, giorno dopo giorno, una squadra.
Per questo la Women’s Cup può rappresentare una palestra preziosa.
Nonostante le sconfitte.
Anzi, forse proprio attraverso le sconfitte.
Perché queste partite permettono allo staff di capire, provare, correggere, cambiare.
Permettono alle giocatrici di mettere minuti nelle gambe.
Permettono al gruppo di conoscersi.
E soprattutto permettono di capire chi riesce a reagire quando il pallone pesa.
La Ternana, al Viola Park, ha reagito.
E allora il bicchiere può essere guardato anche dalla parte mezza piena.
La garra che appartiene alla Ternana
E qui entra in gioco una parola che forse vale più di tante analisi tattiche.
Garra.
Quella che negli ultimi anni ha rappresentato Valeria Pirone.
Quella che apparteneva all’anima di Fabio Melillo.
Quella capacità di giocare ogni pallone come se fosse l’ultimo.
Di non arrendersi.
Di restare dentro la partita anche quando la partita sembra essersi allontanata.
Questa Ternana dovrà ritrovare quella identità.
Non per imitare qualcuno.
Ma per costruire il proprio futuro partendo da un’eredità importante.
Il calcio, del resto, è anche questo.
Ricevere una storia.
Custodirla.
E poi provare a scriverne una nuova.
Sabato c’è il Sassuolo
Il prossimo capitolo si chiama Sassuolo.
Sabato, allo stadio Enzo Ricci, la Ternana Women affronterà le neroverdi nella terza e ultima giornata della fase a gironi della Women’s Cup.
Fischio d’inizio alle 17.30.
Sarà un’altra partita utile a mister Defendi e al suo staff.
Un altro laboratorio.
Un’altra occasione per mettere minuti nelle gambe, provare soluzioni, valutare le giocatrici e capire quanto sia vicino il volto definitivo della squadra.
Poi arriverà il campionato.
E allora cambierà tutto.
Non ci saranno più soltanto esperimenti.
Non ci saranno più soltanto indicazioni.
Ci saranno punti.
Ci saranno classifiche.
Ci saranno partite da vincere.
Ci saranno palloni che peseranno molto di più.
Al Viola Park la Ternana Women ha perso 3-1.
Ma dentro quella sconfitta c’è una squadra che sta ancora cercando la propria forma.
Una squadra che deve correre di più.
Giocare meglio.
Conoscersi.
Crescere.
Ma che, quando sembrava essere finita sotto due colpi ravvicinati, ha avuto la forza di rialzarsi.
E allora lasciatemi raccontare questa partita così.
Non come una bocciatura.
Non come una condanna.
Ma come una pagina ancora bianca.
Perché il campionato deve ancora cominciare.
E le storie più belle, quelle che meritano davvero di essere raccontate, spesso iniziano proprio quando qualcuno pensa che sia già troppo tardi per scriverle.
Danilo Billi
FIORENTINA-TERNANA 3-1 WOMEN, IL TABELLINO
FIORENTINA (3-4-1-2): Fiskerstrand; Correia, Bergsvand, Van der Zanden; Faerge (19’ st Woldvik), Severini, Filangeri, Johansen (40’ st Lombardi); Snerle (34’ st Hurtig); Bredgaard, Chacon (34’ st Tryggvadottir). A disposizione: Bettineschi, Maila, Cherubini, Bartalini, Benedettini, De Gregorio. Allenatore: Pinones Arce.
TERNANA WOMEN (4-3-1-2): Schroffenegger; Martins (34’ st Corrado), Pacioni, Quazzico, Toniolo (17’ st Peruzzo); Yang, Breitner, Petrara; Regazzoli (12’ st Testa); Ventriglia, Hornemann (12’ st Gomes). A disposizione: Ciccioli, Pastrenge, Làzaro, Ciccotti, Labate, Massimino, Cecchini. Allenatore: Defendi.
Arbitro: Gallorini di Arezzo
Reti: 42’ pt Van der Zanden, 44’ Snerle; 2’ st Yang, 46’ Woldvik
Note. Ammonite: Severini, Pacioni, Breitner, Peruzzo, Filangeri. Angoli: 9-1. Recupero tempo: 2’ pt; 7’ st.

