No al razzismo sui campi di calcio femminile, se Rafiat Folakemi Sule del Vicenza è stata etichettata come una bestia allora siamo tutti bestie!

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Una riflessione dopo l’argomento che abbiamo trattato ieri e riferiti ai cori razzisti ricevuti durante la partita di domenica di serie C, del girone B, fra Jesina vs Vicenza contro Rafiat Folakemi Sule, attaccante nigeriana del Vicenza Calcio Femminile. Leggi il precedente articolo cliccando qui.

Fa specie come nel 2023 siamo di fronte all’ennesimo caso di razzismo sui campi, un caso purtroppo non isolato, visto che sul tramontare del 2022 un episodio analogo si era verificato a Fano durante una gara delle under fra Fano e Ancona, dove una giocatrice dorica fu bersagliata per tutta la gara con aggettivi che non sto qui a ripetervi.

Dispiace enormemente che ci siano ancora in circolazioni queste persone retrograde, ma soprattutto dispiace che possano andare liberamente sui campi di gioco a urlare e sfogare il proprio razzismo contro uno sport meraviglioso, che in questi anni ha fatto tanti passi avanti nel promuoversi e nel promuovere il proprio lato pulito in confronto di quello maschile, diventando un posto sicuro dove poter portare anche le proprie famiglie, i propri figli e i settori giovanili.

In passato si erano verificati due episodi, che subito avevamo condannato fortemente dalle pagine virtuali di questo blog, ovvero durante Inter vs Juventus, l’intervento degli ultras della curva nord interista che, vista l’assenza per il mondiale del calcio femminile, chiamati in modo scellerato da qualche addetto ai lavori, aveva fatto la propria comparsa offendendo per gran parte della partita le ragazze bianconere e la società juventina, trincerandosi dietro le note vicende sportive che avevano messo proprio sotto inchiesta il club di Torino, ma poco dopo quando sul campo la squadra di Montemurro aveva largamente vinto la partita e non trovando terreno fertile fra gli altri tifosi presenti allo stadio avevano desistito nell’oro intento. Poco dopo per il big mach in casa della Roma sempre contro la Juventus, durante e al termine della partita, frangie estreme delle due tifoserie si erano beccate con un botta e risposta a suon di cori e insulti che fanno rabbrividire chi ama il calcio femminile.

L’ espressione del movimento femminile, infatti, non ha mai tollerato e incitato tali comportamenti, ovvio in campo le ragazze spesso se ne danno di santa ragione durante la partita, ma fa tutto parte del gioco, alla fine è calcio non ricamo, ed giusto che alle volte sempre nel lecito sportivo possiamo assistere ad una foga agonistica che porta anche a dei falli pesanti, ma gli insulti razzisti no!

Abbiamo fatto tanto in questi anni, vi abbiamo scritto di fino a consumare la tastiera, di manifestazioni contro il razzismo, contro la violenza sulle donne, ci siamo perfino pitturati la faccia con i segni rossi e poi cosa succede? Inizia l’anno nuovo e su un campo di serie C veniamo a sapere che dopo un’accesa azione dove la giocatrice Sule di Vicenza viene espulsa giustamente per un fallo di gioco dalla tribune, viene chiamata bestia, e peggio ancora negra e altro?

Possibile che chi era vicino a queste persone non abbia detto nulla? La Jesina come sappiamo si è subito scusata prendendo le distanze da tale situazione, ma gli altri spettatori che erano lì possibile che abbiano permesso tutto questo? Evidentemente sì e allora signori e signore ha ragione il presidente del Vicenza siamo tutti bestie.

Il razzismo va fermamente condannato senza se e senza ma, va allontanato subito, estirpandolo dai campi di calcio femminile immediatamente prima che possa attecchire come sui campi del maschile, perchè per molte cose abbiamo chiesto che le nostre ragazze prendessero il meglio nel paragone con il maschile, dal professionismo, alle scuole calcio, alle infrastrutture, cercando sempre di emarginare però il peggio, cercando di mantenere pulito un movimento che fino ad ora, in parte in questi ultimi anni, si è già troppo sporcato, ricordate il recente episodio del portiere rimasto in dolce attesa che era stata allontanata dalla sua società?

E ora di mettere fermamente a partire da noi addetti ai lavori e giornalisti la parola BASTA AL RAZZISMO, davvero al primo posto e prendere le giuste posizioni ferme davanti a questi atti non più tollerabili.

A spiegare i dettagli dell’accaduto, tramite i canali social, è la Presidente del club vicentino Erika Maran: “Vorrei raccontarvi di un episodio assolutamente grave che è accaduto durante la partita con la Jesina Femminile, giocata nel campo di Tavernelle di Altavilla, alle 14:30. Arbitro designato era il signor Giorgio Danillo, della sezione AIA di Vasto, preciso questo perché l’arbitro avrà un ruolo chiave in quanto accaduto. Durante un’azione ferma di rimessa laterale, la numero 22 della Jesina dà un paio di calcetti alla nostra numero 16, che ne restituisce uno. Cose di campo, che riguardano il calcio. Gli animi si infervorano, viene interpellato il guardalinee, il quale riferisce di aver visto la numero 16 del Vicenza dare un calcio alla numero 22. La numero 16 prova a spiegare quanto accaduto, ma il guardalinee dice di aver visto la seconda scena e non la prima. Pena cartellino rosso per la numero 16 del Vicenza. Dico “prova” perché la nostra numero 16 è Raffi Sule, è una giocatrice di origine nigeriana che parla bene la lingua inglese e dallo scorso anno, da quando è con noi, si sta approcciando alla lingua italiana. Evito di commentare la decisione arbitrale, perché credo sia incommentabile. Dagli spalti si sentono offese per la nostra Raffi e le offese sono “Bestia, sei scura, bestia”. La cosa che mi ha sconvolto, è che a dire bestia sia stata una donna. 15 gennaio 2023, stiamo ancora parlando di queste cose. A novembre ci siamo messi tutte quante le due strisce sulla faccia per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Come Presidente, mi occupo ogni giorno di tutelare le mie ragazze affinché stiano bene in campo, si sentano realizzate e donne. Affinché nessuno si permetta di offenderle, come accaduto con la Jesina. Quello che mi ha fatto male, è che sia una donna che dice a un’altra donna “Bestia”. Mi auguro che il Giudice Sportivo si limiti a dare il cartellino rosso alla Raffi solo per la giornata odierna, perché nessuno ha visto quanto accaduto in campo, anche se ci sono i video. Lei merita di scendere in campo, lei ha risposto a un’azione di un’altra giocatrice in campo. Se l’arbitro non ha visto tutta l’azione, ti limiti a dare un giallo, il rosso lo dai se sei sicuro di quanto visto, perché è una questione di intelligenza e di rispetto su chi scende in campo ogni giorno. Cara signora, Raffi è scura, lo sono anch’io. Voi pagherete per quanto fatto. Se Raffi è una bestia, lo siamo anche noi del Vicenza e del calcio italiano“.

Danilo Billi

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