Volare sulle accuse della gente e rimettere il tifo al centro del villaggio: questa è stata la rotta tracciata nella vittoria casalinga di settimana scorsa contro il Real Vicenza.
La trasferta a Palazzolo sull’Oglio (BS) di questa domenica ha rappresentato per la tifoseria nero-oro una naturale prosecuzione: continuare a cavalcare quell’onda di entusiasmo che sfocia in un canto libero pieno di passione e sentimento, indifferentemente in casa o fuori, e supportare incondizionatamente la squadra, non ha bisogno di molte spiegazioni. È un atto spontaneo, genuino, che non ha prezzo.
La partita, programmata per le ore 17, ha dato ampio spazio di manovra per il pre-gara: è stata un’occasione ghiottissima per riabbracciare gli amici tifosi del Brescia Calcio Femminile, approfittando anche della sosta del campionato di serie B (causa impegni della Nazionale).
In settimana, Filippo (leader dei “Tifosi non Schifosi”) si è accordato con Giovanni e Gianluca (“Girls Supporters Brescia”) per trovarsi a pranzo in quel di Brescia: la scelta (dopo un “no” categorico del tifoso nero-oro all’idea sushi!) è ricaduta su un ristorante/pizzeria. Decisione azzeccatissima e non ci potevano essere dubbi in merito, quando si va a mangiare con gli amici di sponda bianco-azzurra: i “tre moschettieri”, quindi, si sono letteralmente abbuffati tra antipasti, primi, secondi, dolce e caffè.


Alzarsi da tavola ed intraprendere la strada verso Palazzolo è stato, per certi versi, traumatico, visto il difficoltoso processo digestivo ed il profondo abbiocco postprandiale. Con ampio anticipo, son comunque riusciti a raggiungere lo stadio e, dopo aver capito la situazione e avere ancora un tempo di attesa per entrare (era in corso presso l’impianto la partita della squadra maschile, militante in serie D), a consumare tranquillamente una birra in compagnia in un bar lì vicino. Un clima disteso insomma, tra gag e battute, soprattutto quando si sono accorti che al tavolo affianco c’era la terna arbitrale della partita…
Finito il momento di relax, si è entrati definitivamente in clima partita: a circa 40 minuti dal fischio d’inizio, si è cominciato a prendere posto nella spartana tribuna, occupando come al solito un settore laterale. Ci è voluto un po’ di ingegno per sistemare striscioni, pezze e tamburo ma alla fine ce la si è fatta anche abbastanza agevolmente e con soddisfazione per il risultato ottenuto.

Ad inizio partita, Filippo e Gianluca hanno alzato a mano uno striscione contenente un messaggio molto significativo: UNITI RESISTIAMO, DIVISI CADIAMO.
Un “cavallo di battaglia” della scorsa stagione, ripresentato in questa occasione per sottolineare come in questo momento storico sia importante procedere insieme e compatti per superare le difficoltà e gli ostacoli, sia in campo che sugli spalti.

Addirittura, nel primo quarto di gara almeno, dopo molto tempo si è realizzato un tifo con un batterista (Giovanni) ed un lanciacori (Filippo): sicuramente un qualcosa di inedito, un ritmo diverso, uno spettacolo apprezzabile, visto che praticamente è sempre il leader dei “Tifosi non Schifosi” a dover svolgere contemporaneamente le due funzioni (battere il tamburo e cantare).
Qualcuno avrebbe potuto supporre la presenza di una controparte a livello di tifo, data la partita del maschile precedente: la verità è, invece, che qualcuno effettivamente è venuto a vedere anche la partita del femminile ma sugli spalti si è sentito rimbombare solo ed esclusivamente il canto della tifoseria veneziana.
L’andamento del match ha contribuito a tenere una costante “temperatura alta” sui gradoni: le ragazze in campo hanno messo anima e cuore, dando veramente tutto. Commoventi. Tifare per una squadra che lotta così, anche se poi alla fine si perde, è motivo di orgoglio per i supporters nero-oro: l’amarezza e la delusione per il risultato ci stanno ma poi si guarda anche oltre, perchè una squadra che stringe i denti e gioca come ha fatto a Palazzolo, merita a prescindere sforzi e sacrifici, chilometri macinati per portare in giro per l’Italia un caloroso ed ineguagliabile sostegno.
Avere poi a fianco i “Girls Supporters Brescia”, una tifoseria storica che tante campionesse ha visto nascere e crescere, è la ciliegina sulla torta di una giornata ricca di emozioni, dove la condivisione di sani valori e ideali di tifo è riemersa, andando in buona parte a smorzare quel dispiacere derivante dalla sconfitta.

Dove ci sono i “Tifosi non Schifosi”, c’è il Venezia 1985 e quel “canto libero” non ha ancora intenzione di fermarsi.
PRO PALAZZOLO – VENEZIA CALCIO 1985 5-3
16^ giornata di Serie C femminile, girone B.
Si attende il fischio d’inizio alle ore 17:00 contro il Pro Palazzolo. La giornata non parte nel migliore dei modi: la formazione è rimaneggiatissima. Assenti Cazzioli (frattura ad un dito per la giovane #1), Tosatto, Boschiero, Grecu… E la lista, purtroppo, continua. La rosa è ridotta all’osso, da non garantire cambi adeguati, ma la squadra promette comunque battaglia.
Il Pro Palazzolo parte forte: all’8’ Baruffaldi sfonda a sinistra, salta Furlan, entra in area e conclude dal fondo, ma Tonello chiude benissimo.
Al 14’ ci provano le ospiti nero-oro: azione sulla sinistra di Sabia, appoggio per Dalla Santa che dal vertice sinistro dell’area lascia partire un diagonale insidioso che sfiora il palo.
Al 16’, però, passano le padrone di casa: angolo da destra, sul secondo palo arriva Raccagni che incorna e firma l’1-0.
La risposta non tarda: al 25’ dalla bandierina del corner, Gastaldin mette dentro e Centasso svetta più in alto di tutte, insaccando l’1-1.
Al 30’, però, un missile dai 25 metri di Cattuzzo si infila sotto la traversa e riporta avanti il Pro Palazzolo: 2-1.
Le emozioni non finiscono: al 38’ Sabia costruisce a sinistra, serve Gastaldin che entra in area, salta un’avversaria e piazza un diagonale perfetto. 2-2, partita bellissima.
Pochi minuti dopo Trevisiol si inventa un’azione straordinaria: ne salta tre, entra da sinistra e mette un pallone d’oro per Centasso, che sta per insaccare, ma un difensore salva miracolosamente a pochi passi dalla porta.
Il primo tempo si chiude sul 2-2, con le nostre ragazze davvero encomiabili: Trevisiol non è al meglio, la panchina è ridotta, ma nessuna molla un centimetro.
Il Venezia 1985 riparte forte: al 3’ angolo dalla sinistra, Centasso incorna e la palla viene deviata; sulla respinta Gastaldin contro crossa e Morettin di testa sfiora l’incrocio.
All’11’ arriva il primo episodio dubbio della ripresa: un rigore molto contestato per il Pro Palazzolo. Su un cross destinato a uscire, la palla rimbalza sul ginocchio e poi sulla mano di Furlan. L’arbitro assegna il penalty e Citaristi trasforma: 3-2.
Ma il Venezia 1985 non si arrende. Al 19’ Paladini lancia Gastaldin, che lotta corpo a corpo con il difensore, lo supera e scarica un diagonale preciso: 3-3. È una partita infinita.
Al 32’ il Pro Palazzolo sfiora il nuovo vantaggio: gran lancio per Troiano che calcia al volo, ma Tonello compie un intervento strepitoso.
Al 35’ arriva un altro rigore per il Pro Palazzolo, stavolta niente da recriminare: sul dischetto si presenta Cattuzzo che realizza il 4-3.
Il finale è un assedio nostro.
Al 37’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Baldan tira a botta sicura ma un difensore respinge sulla linea. Morettin calcia sulla ribattuta e colpisce la traversa, poi ci riprova ancora di testa venendo murata da un difensore sulla linea, a portiere battuto. Sfortuna pura.
Nei minuti di recupero, le nero-oro sono sbilanciatissime alla ricerca del pari e vengono colpite in contropiede: la numero 10 del Pro Palazzolo, Troiano, scocca un gran tiro da fuori che si infila all’incrocio. È il 5-3 definitivo.
Sconfitta amara, certo, ma le nostre ragazze hanno giocato con un cuore enorme. Con tantissime assenze e una panchina formata solo da under 17, hanno tenuto testa a una squadra forte e hanno colpito più volte. Resta il rammarico per almeno un rigore molto dubbio, ma la prestazione c’è tutta ed è da qui che si riparte, per il prossimo impegno casalingo contro il Chievo Verona Women.
PRO PALAZZOLO 5 – 3 VENEZIA CALCIO 1985
PRO PALAZZOLO
Trentadue, Pedrini, Foti, Raccagni, Frecchiami, Biffi, Cattuzzo, Celestini (st 12’ Troiano), Paris (st 1’ Canobbio), Baruffaldi (st 12’ Tengattini), Serna (st 1’ Citaristi).
A disposizione: Angoli, Parsani, Roselli, Noris, Belotti.
Allenatore: Giovanni Brusa
VENEZIA CALCIO 1985
Tonello, Morettin, Dalla Santa, Trevisiol, Gastaldin, Paladini, Baldan, Sabia, Ruggiero, Furlan, Centasso.
A disposizione: Mamini, Durante, Scarpa, Donaggio, Vanzo.
Allenatore: Giancarlo Murru
Arbitro: Josef Cristiano della sezione di Bergamo.
Marcatrici: pt 16’ Raccagni (PA), 20’ Centasso (VE), 30’ Cattuzzo (PA), 38’ Gastaldin (VE); st 12’ Citaristi (PA) su calcio di rigore, 19’ Gastaldin (VE), 35’ Cattuzzo (PA) su calcio di rigore, 45’ Troiano (PA).
Note:
Ammonite: Trevisiol e Gastaldin (VE).
Corners: 5-6
Minuti di recupero: pt 1’; st 3’.
Le voci, nel post-partita, delle centrocampiste Agata Centasso e Ludovica Gastaldin
Agata Centasso – Centrocampista
“La partita è stata sicuramente ricca di colpi di scena e continui cambi di fronte. Forse è proprio questo che ha stupito di più anche noi in campo e che ci ha dato la forza di andare avanti fino alla fine, nonostante le poche energie. La sensazione era che, in qualche modo, anche se andavamo sotto, avremmo potuto riagganciare il match grazie a una grande voglia, anche se eravamo in piena emergenza di formazione. Loro sono sicuramente una squadra molto attrezzata, forte, e sanno fare un bel gioco sul loro campo. Il fatto di non aver avuto cambi a disposizione, soprattutto in certi ruoli, lo abbiamo pagato. Forse c’è stata anche un po’ di inesperienza in alcuni momenti, perchè secondo me a un certo punto bisognava essere molto più ciniche e non concedere nulla. Certo, è facile dirlo, ma poi è difficile farlo. C’è tantissima delusione e amarezza, ad ora faccio fatica a trovare un pensiero che mi tiri su di morale. Sono partite in cui senti il bisogno di portare a casa almeno un punto, perchè penso ce lo meritassimo, sia per la situazione di emergenza in cui ci trovavamo, sia per come è andata la gara. Per consolarmi, dico che lo sport è bello anche per questo: se andasse sempre tutto bene, non sarebbe sport. Anche facendo tanto, a volte non ricevi quello che cerchi, e devi accettarlo nel bene e nel male.
Quella traversa presa, che ci avrebbe potuto dare il 4-4, avrebbe sicuramente cambiato la partita. Ci sono stati altri episodi che l’avrebbero potuta cambiare, quindi non voglio soffermarmi solo su quello, anche perchè non sarebbe giusto verso la compagna che ha sbagliato. Io per prima ho molti rimpianti per delle occasioni perse, quindi non mi sento di giudicare nessuno. Magari anche le mie palle sbagliate sono state decisive e non ci hanno permesso di prendere i tre punti.
Domenica prossima, in casa nostra contro il Chievo, aspettiamo le avversarie già con voglia, perchè vogliamo riscattarci e portare a casa i tre punti. Vogliamo continuare la scia positiva che avevamo intrapreso e sono sicura che la squadra abbia quella rabbia e quella voglia di riscatto. E poi, nel nostro campo, non è sempre facile impostare il gioco come si vuole, quindi forse partiamo con un piccolo vantaggio.

Per il mio gol, sicuramente c’è soddisfazione personale, ma resta una magra consolazione. Molto magra, perchè alla fine non è servito a niente. Certo, in un momento così dà fiducia e un po’ di autostima, anche se non so se promuoverei tutta la mia prestazione. Vediamo di farne un altro la prossima settimana, voglio continuare così (scherzo!).
Il gol l’ho dedicato in primis alle mie compagne in campo. Volevo liberarmi dal senso di colpa che avevo per il gol che avevamo preso prima, perchè stavo marcando io la giocatrice che ha segnato. Ero convinta di averle tolto la palla di testa, perchè l’ho toccata, ma poi ho visto — anzi, non me ne ero neanche accorta subito — che invece era entrata e aveva fatto gol. L’avevo solo spizzata, convinta di averla allontanata, ma lei dopo l’ha presa e ha segnato. Ero a terra e prima di battere il calcio d’angolo mi sono detta: “Mi faccio perdonare, mi faccio perdonare”. E ho segnato proprio con quella decisione di dovermi riscattare. Quindi il gol era per le mie compagne, e poi sicuramente per Filippo, che mi sostiene in questo lungo anno tra Rai e campo. Lui sa benissimo tutti i pensieri dietro ogni momento, quanto a volte sia faticoso per me ma anche per lui, e mi aveva promesso che sarebbe comunque stato un anno bello nonostante acciacchi e fastidi. Per questo gli ho mandato un cuore. Ciao Pippo!
Ieri comunque c’era un tifo bellissimo e caldo, una partita in cui senti davvero il pubblico vicino, soprattutto i nostri tifosi che si fanno sempre sentire. E voglio ricordare uno striscione molto significativo, più vero che mai: quest’anno bisogna davvero ricordarsi di restare uniti, anche in momenti così. E ovviamente un grande grazie va agli amici di Brescia, che sono venuti a sostenerci: un’unione che fa davvero bene al Venezia 1985. Li ringrazio espressamente e calorosamente: peccato non ci abbiano portato fortuna per i tre punti… Non posso chiedere tanto dai, scherzo! Grazie di cuore.”
Ludovica Gastaldin – Centrocampista
“È stata una partita pirotecnica, di quelle che fanno divertire chi le guarda ma che ti lasciano addosso tanto, tantissimo, quando finiscono. Abbiamo giocato a viso aperto contro un avversario importante, senza paura, con personalità. Per tre volte siamo state brave a rimettere in piedi il risultato, e questo dice tanto del carattere di questo gruppo. Nel primo tempo e per buona parte del secondo abbiamo tenuto ritmo e qualità, cercando sempre di proporre il gioco. Poi nell’ultimo quarto di gara si è fatto sentire tutto: le energie spese, le poche rotazioni, la mancanza di cambi. Quando dai tanto, alla fine qualcosa paghi. Ma l’atteggiamento è quello giusto, e da lì dobbiamo ripartire.
La delusione c’è, inutile nasconderlo. Quando fai una prestazione così e non raccogli punti, un po’ di amarezza resta. E sì, quel possibile 4-4 finito sulla traversa è una di quelle “sliding doors” che ti rimangono in testa. Bastava qualche centimetro più in basso e magari staremmo raccontando un finale diverso. Però non possiamo fermarci ai rimpianti: la prestazione ci dice che, nonostante le assenze e le difficoltà, ce la giochiamo con tutte. E questo deve darci forza, non togliercela.
Si riparte dal lavoro e dalla consapevolezza. Recuperare qualche infortunata sarà sicuramente importante, perchè ci permetterà di gestire meglio le energie e avere più soluzioni. Ma non è solo quello: c’è sempre da lavorare, sia sotto l’aspetto fisico che su quello tattico. E forse anche nella gestione di certi momenti della partita, quando serve un pizzico di lucidità in più. Però la base – l’anima e il cuore – quella non è mai mancata.
Per la prossima, mi aspetto una partita completamente diversa. Giocare a Marcon contro il Chievo Verona Women sarà una sfida tosta: le abbiamo sempre affrontate in casa loro, tra Campionato e Coppa, e su un sintetico che cambia parecchio le dinamiche. Servirà attenzione, concretezza e la stessa voglia vista nell’ultima gara, ma con più equilibrio nei momenti chiave. Dovremo essere brave a imporre il nostro ritmo e a restare compatte.

Segnare fa sempre piacere, soprattutto quando torni al gol e lo fai con una doppietta. È una soddisfazione personale che dà fiducia e ripaga del lavoro fatto. Però è chiaro che quando il risultato di squadra non arriva, tutto passa in secondo piano. La dedica per il gol è per chi mi è stato e continua a starmi vicino nei momenti meno semplici.
Chiudo con un grazie enorme ai nostri tifosi, sempre presenti. Lo striscione a inizio partita era un messaggio forte, uno di quei “cavalli di battaglia” che raccontano chi siamo e che, anche adesso, calza alla perfezione. Sentire il sostegno dei “Tifosi non Schifosi” e avere accanto gli amici di Brescia, i “Girls Supporters Brescia”, è qualcosa che va oltre il risultato. Nei momenti difficili si vede la vera appartenenza, e ieri sugli spalti si è vista tutta.
Noi possiamo solo promettere una cosa: continueremo a lottare, sempre.”
Mister Giancarlo Murru, esausto dopo la partita, ha preferito non rilasciare dichiarazioni ufficiali in merito.
Un sentito ringraziamento va comunque all’allenatore del Venezia Calcio 1985 che, prima di ripartire in pullman con la squadra, non si è nascosto e si è reso disponibile ad un saluto e ad un cordiale scambio di battute con Filippo e gli amici tifosi bresciani.

La trasferta di Palazzolo sull’Oglio lascia in eredità molto più di un semplice risultato. In una domenica che ha mescolato entusiasmo, fatica, amicizia e un tifo capace di riempire ogni silenzio, il Venezia Calcio 1985 ha mostrato ancora una volta di avere un’anima grande, enorme, nonostante l’emergenza e le difficoltà. Le ragazze hanno lottato fino allo stremo, rispondendo colpo su colpo a un avversario attrezzato e cinico, e regalando una partita vibrante, intensa, di quelle che rimangono addosso.
Sugli spalti, la voce dei “Tifosi non Schifosi”, unita a quella degli amici del Brescia, ha dimostrato quanto il tifo possa essere una forza che sostiene, unisce e accarezza anche nei momenti più amari. Lo striscione “Uniti resistiamo, divisi cadiamo” non è stato solo un messaggio: è stato la fotografia perfetta di ciò che questa giornata ha rappresentato. Perché quando si cammina insieme, anche le sconfitte pesano un po’ meno, e diventano parte del viaggio.
Si riparte da qui: dalla consapevolezza, dal carattere, dal cuore che questa squadra ha saputo mettere in campo, e da un pubblico che non smette mai di esserci. La prossima sfida, contro il Chievo Verona Women, sarà un nuovo capitolo, un’altra occasione per trasformare la delusione in energia, la fatica in determinazione, l’unità in forza.
Perché dove ci sono loro, dove c’è il Venezia 1985, quel canto libero non si spegne mai.
Filippo Pajola e Danilo Billi
