La 22ª giornata della Serie A Women Athora 2025-26 non è stata soltanto l’ultima curva di un campionato lungo, combattuto e pieno di storie. È stata soprattutto una fotografia perfetta di quello che il calcio femminile italiano è diventato oggi: emozione, appartenenza, qualità tecnica, pubblico, lacrime, talento e identità. Una domenica che ha chiuso il sipario sulla stagione regalando gol, verdetti e immagini destinate a restare impresse nella memoria di chi questo movimento lo vive davvero, settimana dopo settimana.

E naturalmente tutto parte dal Tre Fontane, diventato ormai molto più di uno stadio. Una casa, un simbolo, un fortino giallorosso. La AS Roma Femminile conquista il terzo Scudetto della sua storia battendo 2-0 il Genoa Women e trasformando una serata di calcio in una festa popolare. Tribuna piena, bandiere al vento, cori senza fine e quell’atmosfera che solo Roma sa creare quando sente che la storia sta bussando alla porta.
La squadra di Rossettini non tradisce le aspettative e mette subito in chiaro le cose: possesso, intensità, aggressività e una quantità enorme di occasioni costruite già nel primo tempo. Mancava soltanto il gol, rimasto sospeso nell’aria fino a quando ci ha pensato Dragoni a rompere l’equilibrio. E quando il talento incontra il coraggio succedono cose speciali. La classe 2006 si inventa una giocata personale da campionessa vera, sterza, prende spazio e lascia partire un mancino rasoterra che fa esplodere il Tre Fontane. Ma non basta. Perché poco dopo arriva anche il 2-0, nato dal perfetto invito di Pilgrim e trasformato ancora dalla giovane stella giallorossa con la freddezza delle grandi.
Una doppietta pesantissima, storica, simbolica. Dragoni diventa infatti la prima giocatrice a segnare almeno sette reti in Serie A prima dei vent’anni dai tempi di Haley Bugeja. Numeri che raccontano soltanto una parte del suo impatto, perché la sensazione è che il calcio italiano abbia trovato una delle sue future leader tecniche ed emotive.
E poi arriva il momento che tutti aspettavano. Il triplice fischio. Le lacrime. Gli abbracci. Le giocatrici che corrono sotto la curva mentre il Tre Fontane canta a squarciagola. Capitan Giugliano alza il trofeo consegnato dalla presidente della Serie A Women Federica Cappelletti e dall’amministratore delegato di Athora Italia Jozef Bala. È il momento in cui una stagione intera trova il suo significato. È il momento in cui la Roma si conferma regina del calcio femminile italiano.

Una festa che continuerà anche nella “Athora Game On – All Stars Night”, l’evento celebrativo previsto nella serata di lunedì 18 maggio, perché questa Roma non ha semplicemente vinto: ha dominato, emozionato e trascinato un popolo intero.
Ma il weekend dell’ultima giornata ha raccontato anche altre storie bellissime.
Una delle più rumorose arriva dall’Arena Civica di Milano, dove il Como Women travolge con un netto 3-0 l’Inter Women e chiude la stagione nel modo più spettacolare possibile. Una partita che per lunghi tratti assomiglia quasi a un monologo tecnico e tattico delle lariane, guidate da una coppia offensiva semplicemente devastante: Bernardi-Nischler.
La capitana orchestra calcio con eleganza e leadership, Nischler invece trasforma ogni pallone in pericolo puro. Il vantaggio nasce proprio dall’intesa perfetta tra le due: Bernardi rifinisce, Nischler si avventa sul pallone con uno splendido piattone in spaccata e firma l’1-0. Poi la numero 16 si scatena definitivamente. Prima il destro potente e preciso che vale il raddoppio poco prima dell’intervallo, poi il colpo di testa imperioso nella ripresa, ancora su assist di Bernardi, a suggellare una prestazione dominante.
Una vittoria che vale molto più di tre punti. Vale la celebrazione della centesima partita del Como Women in Serie A e conferma la crescita di un club che ormai non vuole più recitare il ruolo di semplice outsider.
A Parma, invece, la Juventus Women chiude il campionato con una vittoria pesante e simbolica. Il 3-1 sul campo del Parma Calcio Women permette alle bianconere di blindare il terzo posto e il pass per la prossima Women’s Champions League. Le piemontesi partono subito forte con la splendida punizione di Stølen Godø, controllano la gara e trovano nella ripresa il raddoppio con Rasmussen, giovane talento che entra così nella lista delle marcatrici bianconere della stagione.
Il Parma prova a riaprirla con Distefano, ma nel finale Thomas chiude definitivamente il conto sfruttando l’assist di Bonansea. Ed è proprio Barbara Bonansea a prendersi un altro pezzo di storia juventina: con questa presenza supera Cristiana Girelli e diventa la giocatrice con più partite disputate nella storia del club bianconero. Una leggenda vivente che continua a scrivere record.
Sorride anche la ACF Fiorentina Femminile, che supera 2-1 la SS Lazio Women e chiude il campionato al quarto posto. Le viola di Pinones-Arce giocano una gara intensa, concreta e matura. Tryggvadottir apre le marcature sfruttando un’incertezza di Durante, poi nella ripresa la solita Bredgaard firma il raddoppio con un destro chirurgico che spezza le speranze biancocelesti. Nel finale Karczewska accorcia le distanze con una conclusione potente sotto la traversa, ma non basta. La Fiorentina chiude così una stagione di crescita e identità, dimostrando di avere basi solide per il futuro.

E poi c’è forse la pagina più romantica di questa ultima giornata. La vittoria della Ternana Women contro il AC Milan Women. Una squadra neopromossa, al debutto assoluto in Serie A, che davanti al proprio pubblico trova un successo di prestigio battendo una delle grandi del calcio italiano.
Al “Gubbiotti” di Narni le rossoverdi giocano con coraggio, intensità e cuore. Creano occasioni già nel primo tempo con Porcarelli, Regazzoli e Petrara, sfiorando più volte il vantaggio. Poi, quando tutto sembra destinato allo 0-0, arriva il minuto 92. Pastrenge appoggia, Lázaro controlla e con un tocco morbido sotto porta firma il gol che fa esplodere lo stadio. È una rete che vale molto più di tre punti: è il simbolo di una squadra che si è presa con orgoglio il proprio posto nel grande calcio.
Finisce invece 1-1 la sfida tra Napoli Femminile e US Sassuolo Femminile. Le neroverdi partono fortissimo e trovano subito il vantaggio con De Rita, bravissima a colpire di testa sull’assist di Clelland. Il Napoli però cresce con il passare dei minuti e nella ripresa trova il meritato pareggio grazie a Fløe, autentica trascinatrice offensiva delle partenopee, che mette a referto l’undicesimo centro stagionale.
Si chiude così una Serie A Women che ha regalato spettacolo, storie, talento e passione. Un campionato che ha confermato il dominio della Roma, riportato la Juventus in Europa, fatto crescere realtà ambiziose come Como e Ternana e dimostrato che il calcio femminile italiano continua a evolversi a una velocità impressionante.
E forse la cosa più bella è proprio questa: oggi non si parla più di un movimento che “deve crescere”. Oggi si parla di un campionato che emoziona davvero. E che ormai ha imparato a farsi amare da tutti.
Risultati della 22ª giornata di Serie A Women Athora 2025/26
Roma-Genoa 2-0
51’ e 72’ Dragoni (R)
Inter-Como Women 0-3
37’ Bernardi (C), 43’ e 53’ Nischler (C)
Napoli Women-Sassuolo
4’ De Rita (S), 69’ Fløe (N)
Ternana Women-Milan
90’+2’ Lázaro (T)
Fiorentina-Lazio
30’ Tryggvadottir (F), 74’ Bredgaard (F), 89’ Karczewska (L)
Parma-Juventus
9’ Stølen Godø (J), 70’ Rasmussen (J), 80’ Distefano (P), 90’ Thomas (J)
Danilo Billi

