Ci sono notti che non si raccontano.
Si respirano.
Notti in cui le luci di Roma sembrano fermarsi un attimo prima dell’alba, quasi per lasciare spazio alle emozioni.
“Athora Game On – All Stars Night”, andata in scena nella splendida cornice de La Lanterna, è stata molto più di una semplice premiazione. È stata la fotografia viva del calcio femminile italiano: piena di sorrisi, sacrifici, battaglie vinte a metà e sogni ancora da rincorrere.

Ma soprattutto è stata la notte delle calciatrici.
Delle protagoniste della Serie A Women, capaci ancora una volta di ricordare a tutti quanto il calcio femminile sappia emozionare in maniera autentica.
Perché se da una parte il professionismo della Serie A e la crescita della Nazionale italiana stanno regalando visibilità, qualità e serate magiche come quella romana, dall’altra resta impossibile ignorare le difficoltà che continuano a vivere tante ragazze tra Serie B e Serie C.
Società che faticano ad arrivare a fine stagione.
Calciatrici costrette spesso a lavorare o a chiedere aiuto alle famiglie per continuare a inseguire il proprio sogno.
Dirigenti improvvisati e figure non all’altezza di ruoli fondamentali.
Ed è proprio questo il lato del calcio femminile che fa più male a chi lo vive davvero ogni giorno.
Perché dietro le luci dorate degli eventi, esiste ancora un mondo fragile che avrebbe bisogno di maggiore tutela, strutture e rispetto.
Eppure, nonostante tutto, il calcio femminile continua miracolosamente a restare vivo.
Anzi, bellissimo.
Perché possiede ancora qualcosa che il calcio moderno maschile, troppo spesso, ha smarrito: l’anima.
Serie A Women, un movimento che continua a crescere
Negli ultimi anni il calcio femminile italiano ha smesso di chiedere spazio.
Ha iniziato a prenderselo.
La stagione della Serie A Women appena conclusa rappresenta qualcosa di molto più grande di una semplice annata sportiva. È la conferma di una rivoluzione culturale che sta cambiando il modo di vivere il calcio nel nostro Paese.
I numeri raccontano una crescita importante: i dodici club professionistici della Serie A Women hanno registrato un aumento dei ricavi del 40% rispetto alla stagione precedente, mentre il movimento coinvolge ormai circa 17 milioni di italiani tra tifosi e appassionati.
Numeri impensabili fino a pochi anni fa.
E forse il segreto di questa crescita sta proprio nella capacità del calcio femminile di emozionare senza perdere autenticità.
Perché qui il pallone ha ancora il sapore delle cose vere.
Una notte speciale tra emozioni, applausi e memoria
La serata, condotta da Mario Giunta e Francesca Brienza, è stata un viaggio dentro l’anima del calcio femminile italiano.
Sul palco si sono alternate dirigenti, allenatrici, istituzioni, rappresentanti dei club e soprattutto le calciatrici protagoniste della stagione. Ma più di tutto si sono alternate storie.
Storie di sacrifici silenziosi.
Di trasferte infinite.
Di allenamenti sotto la pioggia quando nessuno guardava.
Di bambine cresciute rincorrendo un pallone quando il mondo continuava a ripetere che quel gioco “non era per loro”.
E invece eccole lì.
Finalmente al centro della scena.
Uno dei momenti più emozionanti della serata è stato il ricordo dedicato a Rocco Commisso, storico presidente della ACF Fiorentina Femminile e grande sostenitore del calcio femminile.
L’intera sala si è fermata in un applauso lungo, sincero, quasi commosso.
Perché alcune persone non lasciano soltanto risultati. Lasciano eredità emotive.
Manuela Giugliano, la regina di Roma e del calcio femminile italiano
E se questa notte romana avesse avuto un volto, probabilmente sarebbe stato quello di Manuela Giugliano.
Elegante.
Luminosa.
Determinante.
La capitana della AS Roma Women si è presa il premio di MVP assoluta della Serie A Women Athora 2025-26 dopo una stagione semplicemente straordinaria: 12 gol, 5 assist e la sensazione costante di poter decidere ogni partita con una giocata, una visione o una carezza al pallone.
Ma ridurre Manuela Giugliano ai numeri sarebbe quasi ingiusto.
Perché oggi Giugliano rappresenta molto di più.
È il simbolo di una generazione di calciatrici che hanno aperto porte, abbattuto muri e trasformato il calcio femminile italiano in qualcosa che non può più essere ignorato.
Una leader silenziosa.
Una di quelle giocatrici che illuminano il campo senza bisogno di urlare.
E il terzo scudetto conquistato dalla Roma negli ultimi quattro anni porta inevitabilmente anche la sua firma.
A premiarla sul palco sono state la presidente della Serie A Women Federica Cappelletti e Bebe Vio, in uno dei momenti più intensi della serata.

La Top 11 della Serie A Women: il manifesto di una stagione
La serata romana ha celebrato anche la Top 11 della stagione, premiata dal Ct della Nazionale Andrea Soncin.
Una formazione che racconta perfettamente il livello tecnico raggiunto oggi dal campionato italiano:
Portiere: Astrid Gilardi (Como Women)
Difensori: Caterina Ambrosi (Parma) – Ivana Andrés (Inter) – Shukurat Oladipo (Roma) – Estela Carbonell (Juventus)
Centrocampiste: Giulia Dragoni (Roma) – Giada Greggi (Roma) – Manuela Giugliano (Roma)
Attaccanti: Cecilie Fløe (Napoli Women) – Martina Piemonte (Lazio) – Tessa Wullaert (Inter)
Undici storie diverse.
Undici ragazze che stanno cambiando il calcio italiano.
I Game On Changers Awards: quando il calcio costruisce cultura
Durante la serata sono stati assegnati anche i prestigiosi “Game On Changers Awards”, dedicati ai club che si sono distinti per innovazione, inclusione e impatto sociale.
Premiati:
- AC Milan Women per il lavoro sulla parità di genere all’interno della cultura del club;
- Juventus Women per aver costruito la più grande community social dedicata al calcio femminile in Italia;
- Napoli Femminile per il progetto internazionale “Napoli Women Football Lab”;
- Parma Calcio Femminile per il progetto scolastico “Classe Gialloblù”.
Perché oggi il calcio femminile non si limita più a giocare partite.
Costruisce cultura.
Il calcio femminile italiano tra sogni e realtà
“Athora Game On – All Stars Night” ha mostrato il volto più bello del calcio femminile italiano.
Le sue stelle.
Le sue emozioni.
La sua crescita.
Ma chi vive davvero questo mondo sa anche che la strada è ancora lunga.
Dietro i grandi eventi restano problemi enormi: società in difficoltà economica, strutture inadeguate, categorie inferiori dimenticate e troppe calciatrici lasciate sole.
Eppure forse è proprio questo che rende il calcio femminile così speciale.
Perché qui ogni vittoria pesa il doppio.
Ogni applauso è conquistato.
Ogni sorriso racconta una battaglia.
E mentre Roma spegneva lentamente le sue luci, nell’aria restava una sensazione chiarissima:
il calcio femminile italiano non sta soltanto crescendo.
Sta resistendo.
E proprio per questo sta diventando meravigliosamente immortale.
Danilo Billi

