Dalla passione per l’astrofisica alla cattedra, fino al microfono e ai palchi del rap italiano. È una storia fatta di contaminazioni, studio, scrittura e soprattutto di tanta ricerca quella di Alessia, in arte Miss Andromeda. Un percorso nato quasi per caso due anni fa, durante alcune notti insonni e un periodo particolarmente complesso della sua vita, quando la necessità di mettere ordine nei propri pensieri si è trasformata prima in versi e poi in musica.

Oggi Miss Andromeda è un’artista che porta sul palco un rap personale, diretto e attento alle parole, senza rinunciare alla sperimentazione musicale. Una delle caratteristiche più interessanti del suo percorso è proprio la doppia anima: insegnante dal lunedì al venerdì e rapper nei weekend, con una vita divisa tra scuola, studio di registrazione, treni, aerei e palchi in giro per l’Italia.
Da Andromeda a Miss Andromeda: un nome nato dalle stelle
Il nome d’arte nasce da una delle sue grandi passioni. Alessia ha studiato astrofisica e, quando due anni fa ha scritto il suo primo brano, uno dei suoi migliori amici le suggerì di scegliere un nome d’arte legato a una galassia.
La scelta cadde su Andromeda, anche perché la A richiamava l’iniziale del suo nome. Qualche mese più tardi, però, Alessia scoprì l’omonimia con altri artisti e decise di aggiungere quel “Miss” che oggi caratterizza il suo nome artistico.
Una scelta che racchiude anche l’altra parte della sua vita: «Nella vita sono anche un’insegnante e il termine Miss mi sembrava adatto alla combinazione».

Dalla Puglia a Padova, passando per l’astrofisica
Alessia è originaria della Puglia e a 19 anni, dopo il diploma, ha scelto di trasferirsi a Padova per seguire il percorso universitario in astrofisica.
Una scelta volontaria, nata dalla forte passione per quella materia. Dopo gli studi, però, ha capito che la ricerca non sarebbe stata la sua strada e ha scelto l’insegnamento.
Oggi è un’insegnante con contratto a tempo indeterminato e da quattro anni lavora nella scuola.
Due mondi apparentemente lontani, quello dell’insegnante e quello della rapper, che in realtà Miss Andromeda sente molto vicini.
«Quando sono sul palco mi sembra sempre di essere in stage e di avere un pubblico davanti da conquistare. Le nuove generazioni sono una generazione alquanto stimolante per noi docenti. Per me quello che spero di trasmettere con le mie lezioni è energia e penso di fare lo stesso quando sono sul palco: trasmettere al pubblico energia, le mie conoscenze, quello che ho scritto, quello che porto dentro».

Il rap nasce durante una notte insonne
Il rapporto con la musica, però, arriva da molto più lontano. Alessia racconta di essere cresciuta ascoltando generi diversi: dalla musica degli anni Settanta e Ottanta fino agli anni Novanta e Duemila, passando per Depeche Mode, The Smiths, R.E.M., pop, techno e drum and bass.
Il rap faceva parte dei suoi ascolti, con riferimenti come Fabri Fibra, Noyz Narcos, MadMan e Salmo, ma non era ancora diventato una pratica artistica.
La svolta arriva circa due anni fa.
«Mi sono ritrovata ad affrontare uno dei periodi forse più complessi della mia vita e avevo iniziato a soffrire di insonnia. In una di quelle tante notti insonni avevo la necessità di fare ordine nei miei pensieri e non riuscivo a farlo in un altro modo».
In una quindicina di minuti scrive alcuni versi e li lascia sulla scrivania. La mattina successiva li rilegge e si accorge che quelle parole hanno una metrica musicale.
A quel punto arriva l’esperimento: provare a cantarci sopra un beat trovato online.
«La cosa più spontanea è stata farci quasi un parlato, quindi molto vicino a un rappato. Questa cosa mi ha gasato molto, mi è piaciuta tantissimo».
Da lì si apre una nuova strada. Quell’estate Alessia comincia a scrivere moltissimo e, attraverso una serie di coincidenze, passa dai primi piccoli palchi ai festival e agli eventi più importanti.

Le Fucksia Band e le persone che hanno creduto in Miss Andromeda
Nel suo percorso ci sono anche alcune persone fondamentali.
Tra queste le Fucksia Band, un trio di donne che Alessia conosce durante una serata a Berlino. Scopre poi che due componenti sono pugliesi e che sarebbero state a Padova qualche settimana più tardi.
Durante una conversazione fa ascoltare loro un freestyle contro la Chiesa, molto impegnato politicamente. La risposta è immediata: un invito a salire sul palco insieme a loro.
«Non pensavo in realtà che questa cosa sarebbe successa. E invece è successo. Sono salita sul palco davanti a un pubblico così numeroso. Non nascondo di essere stata in ansia, ma appena sono stata sul palco l’energia mi ha così caricato che ho detto: ok, forse io questa cosa la voglio rifare».
Quella prima esperienza rappresenta uno dei momenti decisivi della sua storia artistica. Le Fucksia Band la porteranno successivamente con loro anche in altre date, contribuendo a dare impulso a un percorso che fino a quel momento era ancora agli inizi.
Un altro punto di riferimento è un MC di un collettivo di drum and bass attivo a Padova da circa quindici anni. Grazie a lui Miss Andromeda sperimenta il rap sulla musica elettronica, esperienza che continua ancora oggi insieme a due DJ.
Da gennaio, inoltre, collabora con un socio e grande amico con cui ha costruito un nuovo format live strumentale che unisce loop station, drum machine, basso, chitarra e sintetizzatore.
Un’evoluzione naturale per un’artista che si definisce anche percussionista e che ama profondamente la musica suonata dal vivo.

Non solo rap: la ricerca di un’artista “a tutto tondo”
La parola chiave del percorso di Miss Andromeda è ricerca.
Non soltanto ricerca musicale, ma anche metrica, flow e modalità espressive.
«Amo sperimentare. Vorrei perlomeno provare ad essere un’artista tutto tondo».
Il primo anno di scrittura è stato maggiormente concentrato sul conscious rap, anche perché era il linguaggio più adatto a raccontare quel momento particolare della sua vita. Con il tempo, però, è arrivata la voglia di cambiare metriche, flow e sonorità.
La sua attenzione resta comunque concentrata su un aspetto fondamentale: la comprensibilità del testo.
«Io ci provo a scandire bene tutte le parole perché ci tengo a quello che scrivo e ci tengo che alla gente arrivi».
È proprio questa una delle caratteristiche del suo rap: parole che non vogliono perdersi dietro lo slang o nella velocità, ma arrivare dritte al punto.

Femminismo e rap: «Se sei donna allora non puoi fare rap»
Tra i temi più presenti nella scrittura di Miss Andromeda c’è quello della condizione femminile.
Alessia si definisce apertamente femminista e racconta di aver partecipato a diverse iniziative e cortei femministi a Padova, città che considera molto attiva anche dal punto di vista politico.
Una delle sue canzoni nasce proprio da alcune esperienze personali.
«Se sei donna allora non puoi fare rap».
È questo il concetto alla base del ritornello di un brano nato dopo aver ricevuto commenti secondo cui il rap femminile non sarebbe mai stato allo stesso livello di quello maschile, oppure che il pubblico non sarebbe interessato ad ascoltare voci femminili.
Un tema che Alessia dice di condividere con molte altre artiste conosciute nel mondo hip hop.
«Non ci dovrebbe essere una distinzione tra rap femminile e rap maschile».
Il brano, nato inizialmente come freestyle scritto in cameretta, l’ha accompagnata anche alla finale di un contest a Milano nel luglio scorso.
Miss Andromeda e Nuova Scena: il rapporto con il format Netflix
Nell’intervista non poteva mancare un confronto con Nuova Scena, il format dedicato al rap italiano distribuito su Netflix.
Alessia precisa di non aver seguito integralmente le stagioni del programma: ha visto alcuni episodi della prima stagione e diversi spezzoni attraverso Instagram e TikTok.
La sua posizione è comunque articolata. Riconosce al programma la capacità di dare visibilità ad artisti emergenti e di portare il rap davanti a un pubblico più ampio, pur sottolineando che la vera prova per un artista arriva successivamente, attraverso musica, pubblicazioni, album e dischi.
«Follower e visibilità hanno valore fino a un certo punto. Il vero valore dell’artista scaturisce dopo».
Interessante anche la sua riflessione sul freestyle. Miss Andromeda non considera necessariamente il freestyle una competenza obbligatoria per un rapper.
Lei stessa preferisce la scrittura in cameretta alla competizione freestyle e sottolinea come ogni artista possa avere caratteristiche e predisposizioni differenti.
Una vita divisa tra scuola, studio e palchi
Oggi la quotidianità di Miss Andromeda è tutt’altro che semplice.
Dal lunedì al venerdì è a scuola fino alle 16. Almeno tre volte alla settimana, dopo il lavoro, raggiunge lo studio per provare o registrare
Poi arrivano i weekend, spesso trascorsi in viaggio verso le città nelle quali è stata chiamata a esibirsi.
«È sicuramente una vita di sacrifici, non lo nego».
Il cambiamento più importante è arrivato dall’autunno del 2025. Dopo un primo anno vissuto soprattutto come gavetta e con poche date, il suo percorso ha conosciuto un vero e proprio boom, accompagnato anche dalla crescita dei suoi profili social.
La musica è così diventata una seconda parte importante della sua vita, senza però cancellare il ruolo di insegnante.
«Il lavoro da insegnante mi gratifica ed è fondamentale per me. La musica è l’altra faccia della medaglia».
Una seconda vita costruita attraverso lo studio e la scrittura quotidiana: in cameretta, durante le pause dal lavoro, la sera, sui treni e persino sugli aerei.
Il futuro di Miss Andromeda: continuare a cercare
Quella di Miss Andromeda è una storia ancora in costruzione.
Non c’è una formula definitiva e, soprattutto, non c’è la volontà di fermarsi a un solo modo di intendere il rap. La sperimentazione strumentale, i diversi flow, la scrittura conscious, l’impegno sui temi femministi e la dimensione live sono tutti tasselli di un percorso che continua a evolversi.
«Credo che si possa sempre migliorare».
Una frase che, forse, riassume meglio di tutte il viaggio di Alessia: dall’astrofisica alla scuola, dalla scrivania al microfono, dalle notti insonni ai palchi di tutta Italia.
Miss Andromeda continua a cercare la sua orbita. E, considerando da dove è partita, il viaggio è appena cominciato.
Danilo Billi
