Ci sono serate che nascono sotto un cielo storto e finiscono con il sole dentro gli occhi.
Giovedì 17 settembre Pesaro sembrava quasi voler mettere alla prova l’Olimpia Basket. Dopo settimane di caldo feroce, di quelle estati che sembrano non voler finire mai, è arrivato il temporale: acqua a catinelle, temperature finalmente più basse e quel cielo pesante che lasciava presagire una serata complicata.
E invece no.

Perché quando c’è di mezzo l’Olimpia, a volte, anche la pioggia può aspettare.
Al King Sport di via Gagarin è andata in scena la presentazione della nuova stagione della società pesarese e quello che doveva essere semplicemente un appuntamento di presentazione si è trasformato in una piccola festa dello sport.
Circa 300 persone hanno sfidato il maltempo per esserci. Bambine, ragazze, famiglie, dirigenti, allenatori, tifosi e amici dell’Olimpia hanno riempito il locale, trasformando una serata di settembre in uno di quei momenti che raccontano più di mille parole cosa significhi appartenere a una società sportiva.
E non è un dettaglio da poco, perché il prossimo anno l’Olimpia Basket Pesaro festeggerà i suoi primi 70 anni.
Settant’anni di pallacanestro, di persone, di generazioni e di storie che continuano a passarsi il testimone, all’insegna del basket tutto al femminile.
Olimpia Basket Pesaro, una realtà che continua a crescere
Dentro il King Sport l’atmosfera era quasi elettrica. Fuori il temporale, dentro la voglia di ricominciare.
A rappresentare l’amministrazione comunale era presente l’assessore allo Sport Mila Della Dora, rimasta fino alla fine della serata e disponibile anche per le fotografie con società, atlete e pubblico.
Un segnale di vicinanza a una realtà che da anni porta avanti non soltanto un progetto sportivo, ma anche una precisa idea di pallacanestro femminile.
L’Olimpia continua infatti a lavorare per abbattere gli stereotipi di genere e offrire alle bambine e alle ragazze la possibilità di avvicinarsi al basket, crescere attraverso lo sport e trovare una propria strada all’interno della società.
A guidare la serata è stato il vicepresidente Gianluca Bellucci, che ha raccontato attività, progetti e futuro dell’Olimpia, compresa la collaborazione con il Bramante, di cui parleremo prossimamente.
Poi è arrivato il momento della prima squadra.

La Serie B dell’Olimpia si presenta
Coach Marco Giovanelli ha introdotto la squadra che affronterà il prossimo campionato di Serie B, con la prima partita in casa nella storica palestra della Celletta, fissata per sabato 10 ottobre alle ore 18. Una categoria conquistata al termine di una stagione intensa e tutt’altro che semplice.
Al suo fianco, una delle immagini più carismatiche di questa Olimpia targata Serie B per la stagione 2026/27: Elisa Cecchini, appena nominata capitano.
Una fascia che sembra quasi cucita addosso a una ragazza che rappresenta profondamente la pesaresità e i colori dell’Olimpia.
Elisa ha mosso proprio all’Olimpia i suoi primi passi nel basket, ha fatto esperienze lontano da casa ed è poi tornata a Pesaro con qualcosa in più. Oggi è leader, trascinatrice e simbolo di una squadra che nella passata stagione ha costruito una splendida cavalcata verso la Serie B.
Una promozione arrivata attraverso sacrifici, ostacoli e partite difficili, come ha ricordato lo stesso Giovanelli.
Un ritorno su un palcoscenico importante per una società che, nella propria storia, ha conosciuto anche categorie ancora più prestigiose e ha conquistato una Coppa Italia di A2.
Ma questa Olimpia guarda avanti senza dimenticare le proprie radici.

Luca Tartaro: “Famiglia e orgoglio sono i nostri valori”
Visibilmente emozionato, il presidente Luca Tartaro ha parlato davanti a una platea numerosa, sottolineando la crescita del movimento e il significato di una serata che va ben oltre la semplice presentazione di una squadra.
Il basket femminile sta vivendo un momento di crescente attenzione, anche grazie ai risultati e alla visibilità internazionale della Nazionale italiana.
Ma per Tartaro il punto centrale rimane uno: dare alle ragazze la possibilità di fare sport, avere coraggio, osare e vedere ripagati i propri sacrifici.
“Ho una figlia che fa sport e sono contento a prescindere. Adoro il fatto che i bambini debbano fare sport: lo sport protegge, lo sport fa crescere”.
Il presidente ha poi sottolineato il lavoro portato avanti negli ultimi anni insieme a Gianluca Bellucci, con l’obiettivo di rinnovare la società e avvicinare nuove persone alla pallacanestro.
“Siamo riusciti a portare tantissima gente nuova in palestra e questa è una grande cosa”.
Un percorso che arriva a un appuntamento speciale: i 70 anni che il prossimo anno festeggerà l’Olimpia.
Gianluca Bellucci: “All’Olimpia le ragazze arrivano e poi rimangono”
Se per il presidente Tartaro la crescita passa anche dalla capacità di coinvolgere nuove persone, Gianluca Bellucci guarda soprattutto alla continuità.
Il vicepresidente dell’Olimpia ha raccontato un meccanismo che rappresenta una delle caratteristiche più particolari della società: molte ragazze che iniziano a giocare rimangono legate all’ambiente anche dopo aver smesso di essere atlete.
“Le ragazze arrivano all’Olimpia, conoscono la pallacanestro, si appassionano a questo gioco e poi rimangono, come dimostra l’esperienza di vita di Alessia Federici, che è entrata piccolissima nella famiglia Olimpia e non se ne è più andata e ora è un vero pilastro della società e del settore giovanile”.
Dunque non soltanto come giocatrici, ma anche come allenatrici, dirigenti, ufficiali di campo o semplicemente tifose.
“Vediamo questo gruppo che cresce, legato da un’esperienza vissuta insieme, che ti porti dietro anche quando appendi le scarpe al chiodo”.
Bellucci ha poi spostato l’attenzione sul settore giovanile, considerato il vero punto di partenza del progetto.
“La cosa principale è promuovere la pallacanestro femminile”.
L’Olimpia punta infatti a costruire un percorso che parte dal minibasket e arriva alle squadre senior, aumentando i numeri e avvicinando sempre più bambine alla pallacanestro.
“Il minibasket diventa un po’ il cuore. Vedi delle bambine che provano tanti sport e poi scelgono la pallacanestro se si appassionano”.
E proprio da qui nasce anche la battaglia contro gli stereotipi.
“Vogliamo contribuire al superamento degli stereotipi di genere, questa vecchia distinzione tra sport da maschi e sport da femmine. Vogliamo affermare con forza che la pallacanestro non è uno sport da uomini: è uno sport per tutti”.
Un messaggio che trova la sua testimonianza più concreta nelle bambine e nelle ragazze che ogni giorno entrano in palestra.

Olimpia Basket Pesaro e King Sport, una collaborazione che guarda al futuro
La serata è stata anche l’occasione per conoscere meglio la nuova collaborazione tra Olimpia Basket Pesaro e King Sport.
A raccontarla è stato il direttore del King Sport di Pesaro e padrone di casa della serata.
“La collaborazione è nata recentemente perché oggi Olimpia rappresenta una delle realtà migliori che abbiamo nel Pesarese. Noi, come King, cerchiamo sempre di valorizzare le società sportive del territorio”.
Un rapporto che non vuole fermarsi alla semplice sponsorizzazione.
“Una volta studiato il loro progetto abbiamo trovato una visione comune sullo sport e, in questo caso, sul basket. Abbiamo iniziato investendo e rappresentando il progetto anche attraverso il nostro brand, per poi passare alla parte pratica, organizzando eventi e attività come quella che abbiamo realizzato oggi”.
Un progetto, dunque, destinato a crescere.

Quando il temporale finisce e resta la voglia di raccontare
Poi, lentamente, la serata è arrivata ai titoli di coda.
Il banchetto offerto dai proprietari del King Sport, le fotografie, le strette di mano, le ultime chiacchiere.
E mentre qualcuno salutava, la prima squadra si preparava a tornare in palestra per l’allenamento.
Fuori era ancora settembre.
Dentro, invece, sembrava già esserci un pezzo di stagione.
È difficile raccontare certe sensazioni con una semplice cronaca. Perché ci sono serate che non si misurano soltanto con i numeri, con i presenti o con una presentazione riuscita.
Si misurano con gli occhi delle bambine.
Con una ragazza che indossa per la prima volta una maglia.
Con una capitana che torna a casa e prende una fascia al braccio.
Con chi ha giocato, chi allenerà, chi farà il tifo e chi magari tra vent’anni sarà ancora lì, dall’altra parte del campo.
E allora forse quella pioggia arrivata nel pomeriggio è stata soltanto un piccolo scherzo del destino.
Perché il temporale è passato.
L’acqua ha lavato le strade di Pesaro.
Ma al King Sport è rimasto qualcosa.
Il calore di una società che si prepara a tagliare il traguardo dei 70 anni senza smettere di guardare avanti. La voce delle ragazze, il lavoro di chi sta dietro le quinte, l’entusiasmo di chi riempie una palestra e la voglia di continuare a scrivere una storia che, evidentemente, non ha ancora intenzione di finire.
E forse è proprio questo il bello dello sport.
Che ogni stagione comincia sempre da capo.
Una palla a due.
Una maglia.
Un campo.
E una nuova storia da raccontare.
Questa volta il sottoscritto ha preso posto in mezzo a quelle 300 persone.
E, credetemi, di storie da raccontare ce ne saranno ancora parecchie. Come quella del bellissimo nuovo logo, disegnato proprio da una ragazza della Serie B, che accompagnerà le grafiche della società.
Danilo Billi
