Ci sono storie che nel calcio cominciano lontano dal rumore dei grandi stadi.
Cominciano magari in un settore giovanile, con una ragazzina che un giorno decide di mettersi tra i pali e scopre che, da lì dietro, il calcio si vede in maniera completamente diversa.
La storia di Valentina Soggiu è una di queste.
Classe 2003, nata il 1° gennaio, portiere della Roma Women e oggi numero 36 della formazione giallorossa, Soggiu è arrivata a costruirsi il proprio percorso attraversando Juventus, Sampdoria, Roma, ChievoVerona e Como, fino a ritrovarsi protagonista di una delle partite più particolari della sua giovane carriera: la finale della Serie A Women’s Cup 2026-27 contro quella Juventus dove, tanti anni prima, tutto era cominciato.
Una specie di cerchio che si chiude.
O forse, più semplicemente, un’altra pagina che si apre.

Dalla Juventus al sogno di diventare portiere
Prima ancora della Roma, prima della Serie A, prima delle finali, c’è la Juventus.
Soggiu cresce infatti nel settore giovanile bianconero e proprio lì costruisce una parte importante della propria formazione calcistica. Una curiosità raccontata dalla stessa giocatrice durante la sua esperienza al Chievo è che inizialmente giocava a centrocampo: poi arriva il momento in cui prova a stare in porta e scatta qualcosa.
Da quel momento, il ruolo diventa una scelta di vita calcistica.
Con le giovanili della Juventus arrivano anche trofei importanti: uno Scudetto Under 17, una Supercoppa e soprattutto due successi al Torneo di Viareggio, nel 2019 e nel 2020.
Ed è proprio il Viareggio a regalare, qualche anno dopo, una delle immagini più suggestive della sua carriera.
Nel 2019 Soggiu vince la prima edizione della Viareggio Women’s Cup con la Juventus.
Sette anni dopo torna nello stesso luogo, ma questa volta con la maglia della Roma.
E dall’altra parte ci sono proprio le bianconere.
Il calcio, a volte, ha davvero un senso dell’ironia tutto suo.

L’esperienza alla Sampdoria e il passaggio alla Roma
Nel percorso verso il calcio professionistico c’è anche la Sampdoria.
Soggiu arriva in blucerchiato in prestito dalla Juventus nel gennaio 2022 e vive una stagione nella quale deve confrontarsi con un ambiente nuovo, con la Serie A e con le difficoltà che fanno parte della crescita di un giovane portiere. Nel gennaio 2023 la Juventus ufficializza poi la cessione definitiva alla Sampdoria.
La parentesi genovese non è però soltanto una riga sul curriculum.
È esperienza.
È palestra.
È quella parte di carriera che magari non finisce sulle copertine, ma che serve a costruire il portiere che verrà.
Nel 2023 arriva quindi la Roma.
La società giallorossa la ingaggia e decide di mandarla in prestito al Chievo Verona, dove Soggiu trova continuità e soprattutto la possibilità di giocare con maggiore regolarità.
In Serie B difende la porta della formazione veronese da titolare e comincia a mettere insieme un bagaglio sempre più importante.

Chievo e Como: il percorso passa ancora dalla Serie A
Il gennaio 2025 porta un altro capitolo.
Soggiu torna infatti in Serie A passando al Como Women in prestito dalla Roma fino al termine della stagione.
È un ritorno nel massimo campionato che la stessa giocatrice descriveva come un’occasione per crescere, migliorarsi e provare a riconquistare anche la maglia della Nazionale.
Un altro passaggio.
Un’altra esperienza.
Un altro pezzo di strada prima del ritorno nella Capitale.
Al termine della stagione Soggiu torna definitivamente alla Roma, che nel settembre 2025 annuncia anche il rinnovo del contratto fino al 30 giugno 2027.
La Roma, insomma, non è più soltanto una tappa.
Diventa casa.

Il 2025-26 e il primo vero assaggio di Roma
La stagione 2025-26 la vede inserita nella rosa giallorossa insieme a Rachele Baldi e Olivie Lukášová.
E qui arriva uno di quei momenti che per un portiere hanno un peso particolare.
Il 10 maggio 2026, contro il Sassuolo, Soggiu entra nella ripresa e festeggia il suo esordio in Serie A con la maglia della Roma.
Dopo la partita racconta quanto sia difficile per un portiere entrare a gara in corso e trovare immediatamente ritmo e concentrazione, ma anche tutta la soddisfazione per quel momento.
Intanto la Roma chiude una stagione straordinaria.
Scudetto e Coppa Italia.
Soggiu fa parte della rosa campione d’Italia e di quella che conquista anche la Coppa Italia, con la finale vinta 1-0 contro la Juventus il 24 maggio 2026.
E qui la storia ricomincia a diventare curiosa.
Perché Juventus e Roma si ritrovano ancora.
La finale della Serie A Women’s Cup 2026-27
19 settembre 2026.
Viareggio.
Stadio dei Pini.
Roma contro Juventus.
E questa volta Valentina Soggiu non è più una ragazza cresciuta nel vivaio bianconero che guarda le grandi da lontano.
È il portiere titolare della Roma.
L’occasione arriva anche per una particolare combinazione di assenze: l’infortunio di Olivie Lukášová e le condizioni non ottimali di Rachele Baldi portano Gianpiero Piovani a scegliere Soggiu per la finale.
E davanti c’è proprio la Juventus.
La squadra con cui aveva vinto il Viareggio nel 2019.
La squadra che l’aveva formata.
La squadra che, sette anni dopo, si ritrova dall’altra parte del campo.
La Roma parte forte.
Al 27′ Kayleigh Van Dooren porta avanti le giallorosse.
Poi arriva il raddoppio: al 55′ Maya Antoine firma il 2-0.
Sembra la notte perfetta.
Ma una finale non è mai una storia semplice.
La Juventus reagisce e Alba Redondo accorcia al 59′. Poi, quando il cronometro sembra ormai consegnare la coppa alla Roma, arriva il rigore trasformato dalla stessa Redondo al 97′.
Due a due.
Tutto da rifare.
E ai rigori la Juventus è perfetta: quattro penalty trasformati su quattro. Per la Roma arrivano invece la traversa di Ella Ottey e la parata di Rusek su Elisabetta Oliviero.
Finisce 6-4 dopo i calci di rigore.
La Juventus alza la Serie A Women’s Cup per il secondo anno consecutivo.

Valentina Soggiu e quella porta che racconta una storia
Forse, però, il significato di quella serata non sta soltanto nel risultato.
Sta nella fotografia.
Una ragazza cresciuta nella Juventus che torna a Viareggio con la maglia della Roma.
Una ragazza che nel 2019 aveva sollevato proprio lì un trofeo con le bianconere.
Una ragazza che ha attraversato Sampdoria, Chievo e Como per conquistarsi un posto nel calcio che conta.
E che oggi si ritrova a difendere la porta di una delle squadre più importanti del calcio femminile italiano.
La carriera di un portiere è fatta anche di attese.
Di panchine.
Di prestiti.
Di allenamenti quando gli altri giocano.
Di palloni raccolti dalla rete e di palloni invece respinti quando tutto sembra già scritto.
È un mestiere strano, quello del portiere.
Puoi essere invisibile per novanta minuti e diventare improvvisamente il protagonista di un’intera stagione.
Valentina Soggiu lo sta imparando strada facendo.
A 23 anni ha già conosciuto il settore giovanile della Juventus, la Serie A con la Sampdoria, la Serie B con il Chievo, il ritorno nel massimo campionato con il Como, la Roma, uno Scudetto, una Coppa Italia e una finale di Serie A Women’s Cup giocata da titolare contro il club nel quale è cresciuta.
Non è ancora il punto d’arrivo.
È il viaggio.
Ed è forse proprio questo il bello delle storie dei portieri.
Perché mentre tutti guardano il pallone, loro guardano il campo.
E mentre tutti pensano alla parata che hanno appena fatto, loro stanno già pensando alla prossima.
Valentina Soggiu oggi difende la porta della Roma.
Ma dentro quella porta ci sono ancora tutti i pezzi della strada percorsa fin qui.
La Juventus bambina.
La Sampdoria della crescita.
Il Chievo della maturità.
Il Como del ritorno in Serie A.
E quella Roma che, adesso, può diventare davvero il capitolo più importante della sua storia.
Una storia ancora tutta da scrivere.
Con i guanti addosso.
E il pallone davanti.
Danilo Billi

