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Il Mondiale non aspetta: l’Italia deve crederci
Ci sono vittorie che valgono tre punti e altre che pesano molto di più, perché dentro quei novanta minuti si nasconde un pezzo di futuro. L’Italia supera 2-0 la Bielorussia, soffre, sbuffa, cerca una breccia in un muro che sembra impossibile da abbattere, ma alla fine trova la strada. Piemonte al 65’, Polli al 90’: due colpi per conquistare il primo round e tenere vivo il cammino verso il Mondiale di Brasile 2027.
Perché questa non è soltanto una partita da vincere. È una tappa di un percorso che il calcio femminile italiano non può permettersi di affrontare con il freno tirato. Dopo anni di crescita, di protagoniste capaci di conquistare spazio anche oltreconfine e di un movimento che continua a cercare la propria dimensione internazionale, ogni appuntamento diventa un’occasione per dimostrare solidità, ambizione e continuità.
Un muro da scalare, una missione da compiere
La Bielorussia si presenta con le barricate alzate e l’area intasata. Le Azzurre fanno la partita, spingono sulle fasce, cercano varchi, ma nel primo tempo manca la scintilla capace di trasformare il dominio in gol. Schatzer e Giugliano ci provano, le occasioni arrivano, ma la porta resta stregata. E quando l’intervallo consegna uno 0-0 che sa di occasione sprecata, diventa chiaro che non basta avere il pallone tra i piedi: bisogna trovare il coraggio di osare.
Piemonte rompe l’incantesimo, Polli scrive la sua storia
Nella ripresa l’Italia cambia passo. Al 65’, su calcio d’angolo, Martina Piemonte sale più in alto di tutte e di testa spezza finalmente l’equilibrio. È il gol che apre la strada, restituisce fiducia e allontana la paura di una serata complicata.
Al 90’ arriva la firma più bella: Elisa Polli trova il pallone giusto nel cuore dell’area e lo spedisce in rete. È il suo primo gol in Nazionale, una gioia personale che diventa il sigillo su una vittoria preziosa.
Brasile 2027, ogni passo può fare la differenza
Il 2-0 è un risultato importante, ma non cancella le difficoltà emerse. Per inseguire il Mondiale serviranno maggiore concretezza, ritmo e capacità di trasformare il possesso in occasioni decisive. La strada è ancora lunga e il ritorno di martedì a Firenze sarà un altro passaggio da affrontare con la stessa fame, ma con più lucidità.
Il calcio femminile italiano ha bisogno di traguardi capaci di alimentare entusiasmo, consolidare il lavoro fatto e dare nuove certezze a tutto il movimento. Il Brasile non è ancora all’orizzonte come una meta conquistata: è una destinazione da meritare, partita dopo partita, senza scorciatoie.
Le Azzurre hanno messo il primo mattone. Adesso bisogna costruire il resto, con la testa alta e il cuore acceso. Perché certi sogni non si raggiungono aspettando che la strada diventi facile, ma trovando la forza di percorrerla anche quando si fa salita.
Danilo Billi

