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Ci sono giorni in cui una città smette di essere soltanto un luogo sulla cartina e diventa un battito del cuore. Giorni in cui le strade, i portici, le piazze e persino i ricordi sembrano stringersi in un unico, interminabile abbraccio. Oggi, per me, Bologna è tutto questo. Perché un figlio della nostra terra è salito sul tetto del mondo.
Kimi Antonelli è campione del mondo di Formula 1. E mentre scrivo queste parole, da bolognese prima ancora che da appassionato di sport, sento qualcosa che va ben oltre la gioia per una vittoria. È orgoglio, è commozione, è quella lucida follia che conosce bene chi ama profondamente la propria città.
Un ragazzo di Bologna, un sogno grande quanto il mondo
Kimi ha soltanto vent’anni e ha già conquistato il traguardo che ogni pilota sogna fin da bambino. A Città del Messico, con un terzo posto conquistato al termine di una gara carica di tensione, ha messo il sigillo sul Mondiale 2026, diventando il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1. Un’impresa straordinaria, che riporta un italiano sul trono iridato per la prima volta dai tempi di Alberto Ascari, nel 1953.
Ma oggi, lasciatemi mettere da parte per un momento statistiche, classifiche e record. Oggi voglio pensare al ragazzo che partiva da Bologna con un sogno enorme negli occhi. A quel bambino che inseguiva un volante, mentre il futuro sembrava una strada lunghissima, piena di curve, sacrifici e ostacoli.
Chissà quante volte avrà immaginato quel momento. Chissà quante volte avrà pensato a quanto fosse lontano quel traguardo. Eppure, giro dopo giro, gara dopo gara, Kimi ha trasformato quel sogno in realtà.
E adesso quel ragazzo è diventato campione del mondo.
Bologna, questo titolo è anche tuo
Io sono un bolognese. Sono uno di quelli che Bologna e il Bologna FC li porta nel cuore, uno di quelli che nello sport cerca emozioni, appartenenza e storie capaci di lasciare un segno.
Per questo il trionfo di Kimi mi arriva dentro in un modo speciale. Perché non vedo soltanto un campione con il trofeo tra le mani. Vedo un figlio della mia città che ha portato il nome di Bologna lassù, dove arrivano soltanto i grandissimi.
E allora immagino la nostra città festeggiare, i sorrisi, gli occhi lucidi, le parole che non servono più perché a parlare è il cuore. Immagino quel senso di appartenenza che ci fa sentire vicini anche quando siamo lontani, che ci ricorda da dove veniamo e perché certe vittorie diventano patrimonio di tutti.
Non importa se il suo terreno di battaglia è un circuito e non un campo da calcio. Non importa se il suo mondo è fatto di curve affrontate a trecento all’ora anziché di palloni che gonfiano una rete.
Quando un ragazzo di Bologna conquista il mondo, Bologna intera ha un motivo per sentirsi orgogliosa.
Tu sei uno di quei ragazzi che Bologna porta nel cuore.
E oggi, mentre il tuo nome brilla sul tetto del mondo, io non riesco a fare altro che sorridere, emozionarmi e pensare a quanto sia bello poter dire:
Kimi Antonelli è campione del mondo. È un figlio di Bologna. È uno di noi, uno che ama la sua città e la nostra squadra del cuore.
E scusate se mi commuovo. Ma certe gioie, quando nascono nella tua città, non si possono raccontare senza metterci dentro tutta l’anima.
Forza Kimi. E forza Bologna, sempre. ❤️💙
Danilo Billi

