Dopo la sosta (ma neanche troppo per i “Tifosi non Schifosi”, come abbiamo visto nei precedenti caffè) di due settimane del campionato, si è arrivati al match contro il Südtirol carichi di buone speranze ed energie.
“Il valore, quando è sfidato, si moltiplica”, scriveva Seneca: le avversità e le difficoltà possono fungere anche da catalizzatore per sprigionare un coraggio superiore, una forza tale da affrontare la dura prova con maggiore determinazione.
La fiducia nel poter vivere una grande domenica di tifo e di sport si è alzata ulteriormente con la visita dell’amico Gianluca, storico lanciacori (e non solo) dei “Brescia Girls Supporters”: arrivato col treno in stazione a Mestre verso metà mattinata, è stato recuperato dal “collega” nero-oro Filippo ed accompagnato in un ampio e sobrio percorso di avvicinamento alla partita. Insieme hanno consumato un ricco aperitivo presso un’ osteria lì vicino abbastanza rinomata (“Hostaria Vite Rossa”, per i curiosi e per chi ama anche conoscere luoghi, culture, tradizioni ed emozioni uniche attraverso un itinerario calcistico): i due hanno trascorso piacevolmente un’oretta tra spritz, cicchetti, mozzarelle in carrozza e polpette intercalati da aneddoti calcistici e non.


Verso mezzogiorno si sono mossi in direzione Marcon e, per l’esattezza, hanno raggiunto il resto della compagnia di supporters nero-oro, che si è riunita per un “pranzo sociale” a casa di Oliviero. A volte, non serve andare a cercare un momento speciale chissà dove: nella semplicità può esserci lo stesso qualcosa di meraviglioso e mangiare un pasto in compagnia, prima di salire sugli spalti, è un modo per arrivarci con il giusto spirito e affiatamento (poi se Oli tira fuori dal frigo anche uno “schifosissimo” tiramisù… SLURP!).
Dopo le gustose “fatiche” a tavola, è giunta quindi l’ora di entrare in azione al campo sportivo: dal punto di vista degli striscioni esposti, semplicemente alla classica disposizione casalinga è stato aggiunto il drappo degli amici bresciani.
All’ingresso in campo delle squadre, si è finalmente acceso il tifo: i colori dei fumogeni blu, bianco e giallo (curioso che anche in questa occasione, come all’andata, il nero abbia fatto cilecca!) hanno dipinto una semplice ma efficace coreografia, accompagnata dal classico ed inconfondibile coro tambureggiante.


L’andamento della partita (lo 0-2 incassato in pochi minuti) ha sicuramente segnato il clima generale al “Nereo Rocco”: i “Tifosi non Schifosi” non si sono dati per vinti e hanno continuato a sostenere la squadra incondizionatamente. Anche nel secondo tempo, sul risultato di 0-3 per le altoatesine, per larghi tratti si è distinto in maniera apprezzabile un supporto forte e caloroso: a fine partita una buona parte delle Leonesse nero-oro ha voluto ricambiare, rivolgendo loro, nonostante la forte delusione, un gesto affettuoso.
Non è andata come si sperava sul campo ma bisogna riconoscere anche sportivamente i meriti di un avversario che quest’anno è stato un autentico incubo per il Venezia 1985. Si riparte… Ma da dove? Da una tifoseria unica per caratteristiche nel panorama calcistico femminile e riconosciuta con orgoglio da un gruppo storico come quello di Brescia, da un gruppo di ragazze che comunque ha lottato in campo e che sicuramente vorrà riscattarsi settimana prossima nel sentito derby contro il Villorba… I “Tifosi non Schifosi” ci credono e saranno presenti, anche in maggior numero rispetto ad altre trasferte stagionali, compatti a sostenere le loro beniamine; chissà che con loro non ci possa essere anche qualche altra tifoseria amica, per scrivere assieme una penultima indimenticabile pagina di storia nel grande libro di emozioni di questo campionato.

Venezia Calcio 1985 femminile – Südtirol 0-3: tre colpi letali gelano Marcon, ma le ragazze di Mister Murru escono a testa alta
Stadio Nereo Rocco di Marcon, ventesima giornata di Serie C femminile
C’è un filo sottile che separa il risultato dalla verità di una partita. E a Marcon, sotto un cielo che sembrava voler raccontare tutto, il tabellone finale 0-3 per il Südtirol, non riesce fino in fondo a spiegare ciò che si è visto in campo.
Le ragazze del Venezia Calcio 1985 di Mister Murru hanno giocato, costruito, lottato. Ma il calcio, si sa, è spietato con chi sbaglia e premia chi colpisce al momento giusto. E il Südtirol, squadra solida e concreta, ha fatto esattamente questo.

Partenza shock: il Südtirol colpisce in contropiede
Neanche il tempo di prendere le misure e la gara si accende subito. Il Südtirol trova il vantaggio con un’imbucata centrale nata da un contropiede rapido: il numero 9 Fischer si invola, Tonello prova a opporsi, devia anche il pallone, ma la traiettoria beffa tutti e si insacca. È lo 0-1 che gela il Venezia 1985.
Le nero-oro provano a reagire subito. Dalla Santa si fa vedere con un inserimento pericoloso, contrastata al momento del tiro: il portiere altoatesino, fuori dai pali, riesce però a recuperare in extremis evitando il pareggio.
Il raddoppio che pesa: errore fatale e Südtirol cinico
Al 14’ arriva l’episodio che cambia ulteriormente il volto del match. Un passaggio all’indietro di Diana Grecu si trasforma in un assist involontario ancora per Fischer, che è lesta a depositare in rete lo 0-2 approfittando di uno svarione di Tonello.
Un colpo durissimo, che metterebbe chiunque al tappeto. Ma Centasso e compagne non si spengono.
Anzi, reagiscono con orgoglio. Gastaldin (una delle migliori in campo per le lagunari) e Dalla Santa costruiscono un’azione interessante, con un cross insidioso che attraversa l’area: una giocatrice del Südtirol salva sulla linea, evitando il possibile riaprirsi della gara, ma per il momento il primo tempo si chiude con un retrogusto amaro in bocca delle padrone di casa.
Nella ripresa Venezia generoso, ma la porta sembra stregata
Le occasioni arrivano. Eccome.
Tosatto è incontenibile sulla fascia destra: salta tre avversarie, entra in area e mette un pallone velenoso al centro. Ancora una deviazione difensiva, ancora un pallone che non vuole entrare.
Le nero-oro di mister Murru attaccano a testa bassa, finalmente con continuità. Ma quando non concretizzi, il rischio è dietro l’angolo.
Il colpo del ko: Antolini firma lo 0-3
Al 29’ sempre del secondo tempo purtroppo è il Südtirol a chiudere i giochi. Punizione dalla sinistra, Tonello respinge corto e sulla ribattuta arriva Antolini, tra l’altro appena entrata, che calcia di prima intenzione, trovando il tris.
È il momento più duro della partita. Ma anche quello che racconta tutta la differenza: tre occasioni, tre goal.
Finale di cuore: Le ragazze ci provano fino alla fine
Nonostante il passivo pesante, le ragazze del Venezia calcio 1985 non mollano mai.
Al 33’ su calcio d’angolo dalla sinistra, la testa di Centasso sfiora il palo, facendo trattenere il fiato al tutti tifosi presenti e in particolare ai “Tifosi non Schifosi”, che però devono strozzare la loro gioia in goal solo per una manciata di centimetri.
Pochi minuti dopo, Dalla Santa serve un pallone perfetto in area: tiro di prima intenzione e grande risposta del portiere avversario, che si distende e salva ancora.
Nel finale, al 43’, punizione battuta da Gastaldin, palla che arriva a Centasso: buona girata, ma ancora una volta il portiere è attento.
Dopo cinque minuti di recupero, il triplice fischio chiude una gara che lascia sensazioni contrastanti, del resto come tante gare di questa stagione.
Analisi finale: punite oltre i propri demeriti
Il Südtirol si conferma squadra di alto livello, concreta e pronta per i play-off. Il Venezia 1985, però, esce dal campo con qualcosa di più di un semplice 0-3 sulle spalle.
Tre episodi hanno deciso la partita. Tre momenti in cui la precisione e la cattiveria agonistica delle altoatesine hanno fatto la differenza.
Ma la prestazione delle ragazze di Mister Murru resta viva, pulsante. Una squadra che ha tenuto il campo, che ha creato, che ha mostrato carattere.
Il calcio, a volte, è anche questo: ingiusto nel punteggio, ma sincero nelle emozioni e segue la sua legge, chi segna sorride, e le ospiti sono state brave a sfruttare le uniche 3 nitide occasioni da goal per colpire al cuore le lagunari ben 3 volte.
Sguardo avanti
Testa già alla prossima sfida: domenica a Villorba (dove come sempre saranno seguite dai “Tifosi non Schifosi”) servirà equilibrio, ma soprattutto quella lucidità sotto porta che oggi è mancata.
Perché se è vero che il risultato pesa, è altrettanto vero che queste ragazze hanno dimostrato di esserci. E di poter dire ancora la loro, a due giornate dal termine di questo ennesimo campionato ricco di emozioni.

VENEZIA CALCIO 1985 0 – 3 FC SÜDTIROL
VENEZIA CALCIO 1985
Tonello, Morettin, Grecu (st 3’ Tosatto), Dalla Santa, Trevisiol (st 39’ Donaggio), Gastaldin, Paladini, Baldan (st 31’ Furlan), Sabia, Ruggiero, Centasso.
A disposizione: Cazzioli, Boschiero, Vanzo.
Allenatore: Giancarlo Murru
FC SÜDTIROL
Holzer, Ruaben, Oberhuber, Ladstatter, Santin (st 39’ Improta), Fischer, Stockner (st 18’ Costisella), Maloku (st 29’ Mittermair), Peer (st 29’ Zipperle), Bielak (st 23’ Antolini), Pföstl.
A disposizione: Passarella, Moio, Nigg.
Allenatore: Marco Castellaneta
Arbitro: Riccardo Basso della sezione di Treviso (TV).
Marcatrici: pt 2’ Fischer (ST), 14’ Fischer (ST); st 29’ Antolini (ST).
Note:
Ammonite: Ruggiero (VE) e Zipperle (ST).
Corners: 5-5
Minuti di recupero: pt 2’; st 5’.
Nel post-partita, il solito Filippo ha raccolto alcune dichiarazioni in casa nero-oro:
– Agata Isabella Centasso, centrocampista del Venezia Calcio 1985:
“Per quanto riguarda la partita, si può dire che il risultato è stato, forse, fin troppo severo, perché rispecchia solo in parte quello che si è visto in campo. È stata una gara combattuta, contro un avversario di grande valore. Noi, secondo me, siamo riuscite anche a sviluppare gioco, pur senza concretizzare. La sensazione, però, era quella di una squadra che continuava a costruire e a provarci. Proprio per questo, il risultato finale suona un po’ troppo pesante rispetto alla partita giocata.
I primi due gol subiti ci hanno sicuramente condizionato. Prendere due reti all’inizio, contro una squadra che conoscevamo bene, ci ha un po’ tagliato le gambe, anche a livello mentale. Nonostante questo, la voglia di reagire e di continuare a provarci non è mai mancata.
Adesso ci aspetta una settimana importante, perché arriva una partita molto sentita: il derby contro il Villorba. Affronteremo un’avversaria in forma, che sta facendo molto bene. Noi vogliamo riscattarci già da domenica, anche rispetto alla gara d’andata. Sarà una partita da giocare al massimo, anche e soprattutto per il morale. In questo momento siamo giù, è inutile nasconderlo, ma la voglia di reagire c’è e daremo tutto per provarci.

A livello personale, faccio fatica a giudicare la mia prestazione. So di aver sbagliato una palla all’inizio, che ha aperto un contropiede, e questo mi dispiace. Poi ho cercato di fare del mio meglio. Non saprei davvero valutarmi: forse è stato anche un fraintendimento con Emma (Baldan, n.d.r.), probabilmente perché ci gioco meno a centrocampo e ci siamo capite male su quella situazione.
Per il resto, mi sento bene e ho tanta voglia di giocare. Anzi, mi dispiace che il campionato stia per finire.
Infine, voglio ringraziare i tifosi: anche in questi momenti difficili, è bello e presente insieme alla squadra. Grazie a chi viene sempre a sostenerci, senza saremmo ancora più a terra! Un ringraziamento anche ai tifosi del Brescia venuti oggi e speriamo che vengano anche a Villorba a supportarci. Per noi è davvero importante e fa tanto piacere. Speriamo di poterli ripagare già dalla prossima partita.”
– Ludovica Gastaldin, centrocampista del Venezia Calcio 1985:
“È stata una partita complicata, contro un avversario di valore come il Südtirol, e si sapeva già dai precedenti stagionali che non sarebbe stata semplice. Purtroppo gli episodi hanno indirizzato subito la gara: quei due gol presi in avvio hanno tagliato le gambe e reso tutto più difficile. Poi sì, qualche decisione arbitrale lascia perplessi… Ma ormai non cambia il risultato. Lo 0-3 è pesante e forse un po’ troppo severo per quanto visto complessivamente, però racconta bene la difficoltà del momento.
Se proprio dobbiamo trovare qualcosa, direi la reazione nel secondo tempo. Nel primo siamo state in grande difficoltà, mentre nella ripresa si è vista un po’ più di organizzazione e voglia di non affondare del tutto. È una magra consolazione, è vero, ma almeno la squadra non ha mollato completamente, e in questo finale di stagione non è un dettaglio da poco.
È una partita che si prepara da sola, inutile nasconderlo. Tra rivalità e voglia di riscattare l’andata, le motivazioni non mancano. Ci arriviamo in un momento non semplice, questo è evidente, però proprio per questo può essere l’occasione giusta per tirare fuori qualcosa in più. Non partiamo favoriti forse, ma queste sono le partite in cui puoi ribaltare inerzia e umore. Più che a terra, direi feriti: e quando sei ferito, o crolli… O reagisci.

A livello personale c’è la consapevolezza che si può sempre dare qualcosa in più, però l’impegno non è mai mancato e non mancherà. Anche in condizioni difficili, che ormai ci portiamo dietro da mesi, l’unica strada è continuare a lavorare e metterci tutto. Non sempre basta per portare a casa il risultato, ma è il minimo che dobbiamo a noi stessi e alla squadra.
Il tifo, ancora una volta, è stato da applausi. Sostegno continuo, cori, presenza: non è mai mancato niente, nemmeno in una giornata storta come questa. Bellissima anche la presenza dell’amico Gianluca da Brescia, segno di un legame che va oltre i colori. E proprio per questo l’invito è semplice: a Villorba bisogna esserci. Non è una trasferta impossibile e si può creare un bel seguito, magari ancora più numeroso del solito. I “Tifosi non Schifosi” sicuramente risponderanno presenti… E noi con loro.”
– Giancarlo Murru, allenatore del Venezia Calcio 1985:
“La gara si è indirizzata fin dalle prime fasi, con uno svantaggio di 0-2 maturato nella prima metà del primo tempo a seguito di due episodi riconducibili a eclatanti infortuni individuali.
Al di là di questo avvio penalizzante, la squadra ha saputo rimanere dentro la partita, dando vita a un confronto sostanzialmente equilibrato. Resta il rammarico per un calcio di rigore non concesso per errore arbitrale.
La prestazione, nel suo complesso, conferma il percorso di crescita del gruppo, in particolare nella gestione del gioco e nella qualità della circolazione della palla, aspetti che stanno diventando sempre più riconoscibili nella nostra identità.
Va riconosciuto il valore delle avversarie, soprattutto per le qualità atletiche e tecniche del reparto offensivo, che ha messo a dura prova la nostra linea difensiva. Nonostante alcuni momenti di difficoltà, la squadra ha però dimostrato spirito, compattezza e determinazione, lottando su ogni pallone senza mai uscire mentalmente dalla gara.
Detto questo, un ringraziamento ai nostri tifosi mai domi nell’incoraggiare la squadra per tutti i novanta minuti con le solite e uniche coreografie.”

E allora la conclusione, forse, sta tutta qui: nelle crepe di una sconfitta che non riesce a spegnere ciò che pulsa sotto. Perché il 3-0 resta, pesa, graffia… ma non racconta fino in fondo il senso di questa domenica.
C’è una squadra che sbaglia, sì, ma che non smette mai di cercarsi, di provarci, di restare viva anche quando la partita sembra scivolare via. C’è un gruppo che, tra errori e occasioni mancate, continua a costruire qualcosa che va oltre il risultato: un’identità, un’idea, una promessa.
E poi c’è quel filo invisibile che lega campo e tribuna. I “Tifosi non Schifosi” che non si arrendono mai, che cantano anche quando sarebbe più facile tacere, che trasformano una sconfitta in un atto d’amore. Perché sostenere davvero non è festeggiare quando vinci, ma restare quando perdi.
Da qui si riparte. Non da zero, ma da tutto questo: dall’orgoglio, dalla ferita ancora aperta, dalla voglia di riscrivere il finale. Il derby di Villorba non sarà solo una partita, ma una risposta. A se stesse, al campionato, a chi guarda solo il tabellone.
Perché certe squadre, anche quando cadono, non smettono mai di raccontare qualcosa. E queste ragazze, insieme alla loro gente, hanno ancora una storia da scrivere. Fino all’ultimo minuto. Fino all’ultimo respiro.
Filippo Pajola e Danilo Billi
