Ci sono partite in cui conta il risultato. E poi ci sono serate in cui il calcio passa inevitabilmente in secondo piano, lasciando spazio alle emozioni, al silenzio e ai pensieri che vanno oltre novanta minuti.

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La vittoria per 1-0 dell’Enjoy contro il Sala Bolognese vale la conquista della finale di Coppa UISP, raggiunta con merito al termine di una semifinale intensa, equilibrata e giocata contro una delle avversarie più forti affrontate durante la stagione. Ma raccontare soltanto il campo, questa volta, sarebbe riduttivo.
La gara si è disputata infatti in un clima carico di dolore dopo la tragica scomparsa di Elena Berselli, per tutti “Berse”, giocatrice del Fossolo affrontata appena pochi giorni prima nella finale di campionato. Una notizia che ha colpito profondamente tutto il movimento del calcio femminile bolognese, lasciando un vuoto enorme dentro e fuori dal rettangolo verde.
Sin dal riscaldamento si percepiva qualcosa di diverso. Volti tesi, silenzi insoliti, occhi pieni di pensieri difficili da trasformare in parole. In momenti così il pallone sembra quasi fermarsi, mentre il calcio diventa improvvisamente piccolo davanti alla vita.
Eppure si è giocato. Con rispetto, sensibilità e quella difficile ricerca di equilibrio tra il valore sportivo della partita e il peso emotivo di ciò che stava accadendo fuori dal campo.
Anche per questo il primo tempo è stato interpretato dall’Enjoy con grande maturità. La squadra ha mantenuto ordine, compattezza e lucidità, controllando i ritmi e concedendo pochissimo al Sala Bolognese. Le ospiti sono riuscite a creare una vera occasione soltanto in una circostanza, mentre dall’altra parte sono state proprio le ragazze di casa a costruire le opportunità più interessanti.
In una serata resa ancora più complicata dal primo caldo vero della stagione, l’Enjoy ha dimostrato ancora una volta tutta la crescita maturata durante l’anno. Una squadra che oggi sa leggere le partite, adattarsi ai momenti e restare compatta anche nelle difficoltà.
Nella ripresa è arrivato il salto di qualità. Le ragazze sono rientrate in campo con maggiore convinzione, aumentando intensità, qualità nel palleggio e velocità di manovra. Il pallone ha iniziato a muoversi meglio, i fraseggi sono diventati più fluidi e le azioni corali hanno mostrato tutta l’identità costruita mese dopo mese.
Nel momento migliore della gara è arrivata anche una rete annullata per un presunto tocco di mano, episodio che però non ha tolto serenità né lucidità all’Enjoy. Anzi, pochi minuti più tardi è nato il gol che ha deciso la semifinale e fatto esplodere la gioia delle padrone di casa.
Il Sala Bolognese ha provato a reagire fino all’ultimo, ma le poche conclusioni verso la porta sono state neutralizzate dall’ennesima prestazione sicura del portiere dell’Enjoy, ancora una volta decisiva nel mantenere inviolata la rete.
Il triplice fischio ha consegnato all’Enjoy una finale meritata, costruita giorno dopo giorno attraverso allenamenti, sacrifici e crescita collettiva. Ormai non si può più parlare di sorpresa: questa squadra è diventata una realtà concreta del calcio UISP femminile, un gruppo forte, unito e capace di conquistarsi risultati che forse a inizio stagione non tutti immaginavano.
Ma questa volta la felicità resta inevitabilmente mescolata al dolore.
Perché oggi è difficile capire quanto possa contare davvero parlare di una finale. Nessuno sa ancora se quella partita verrà disputata oppure quando si giocherà. E forse è giusto così. Davanti a una perdita tanto grande, il calcio deve fermarsi un attimo a riflettere, senza però dimenticare quanto Elena amasse stare in campo, lottare insieme alle sue compagne e vivere ogni partita fino all’ultimo secondo.
Resta allora il valore umano di questo gruppo. Resta il modo in cui le ragazze dell’Enjoy hanno affrontato una serata emotivamente durissima, senza perdere lucidità, rispetto e sensibilità.
E forse, oggi più del risultato, è proprio questo il messaggio più importante.
Nicola Mosca e Danilo Billi (per il podcast)

