Svezia-Italia 2-2. Il risultato finale racconta soltanto una parte della verità. Perché al Gamla Ullevi di Göteborg l’Italia di Andrea Soncin ha dimostrato ancora una volta di poter guardare negli occhi una delle grandi potenze del calcio femminile europeo. Novanta minuti che lasciano un pizzico di amaro in bocca, ma anche una certezza: questa Nazionale ha definitivamente cambiato pelle.

Il sogno della qualificazione diretta al Mondiale femminile del 2027 in Brasile era già appeso a un filo sottilissimo. Serviva battere la Svezia e sperare in un passo falso della Danimarca contro la Serbia. Ma il miracolo non si è materializzato: le danesi hanno vinto 4-1, conquistando il primo posto del girone e il pass diretto per la rassegna iridata. L’Italia dovrà quindi passare dai play-off, ma lo farà con la consapevolezza di essere una delle squadre più temibili del panorama europeo.
Un primo tempo da applausi
Ci sono partite che si possono pareggiare uscendo dal campo a testa alta. E quella disputata dalle Azzurre in Svezia appartiene senza dubbio a questa categoria.
Andrea Soncin sorprende tutti con alcune scelte importanti. Cambia assetto, cambia interpreti, cambia alcuni equilibri. Non per necessità, ma per convinzione. Un segnale forte che racconta quanto questa Nazionale sia cresciuta negli ultimi mesi.
L’avvio è equilibrato. Le svedesi cercano di imporre il proprio fisico e il proprio ritmo, ma l’Italia non arretra di un centimetro. Anzi. Con il passare dei minuti prende fiducia, occupa meglio gli spazi e inizia a costruire calcio con una personalità che fino a pochi anni fa sarebbe stata impensabile contro una squadra del livello della Svezia.
La svolta arriva al 35′.
Sofia Cantore e Lucia Di Guglielmo confezionano una delle azioni più belle della serata sulla corsia destra. La palla attraversa tutta l’area e trova pronta Martina Oliviero sul lato opposto. La conclusione è immediata, potente, precisa. Falk riesce soltanto a sfiorare il pallone che termina in rete dopo aver toccato la traversa.
È il meritato vantaggio azzurro.
La rete accende ulteriormente l’Italia. Le ragazze di Soncin sentono che la Svezia è vulnerabile. Continuano a pressare, continuano a giocare e sfiorano ripetutamente il raddoppio.
Che arriva puntuale al 44′.
Ancora Oliviero protagonista. Stavolta veste i panni dell’assist-woman e disegna un traversone perfetto dalla sinistra. In mezzo all’area si avventa Cristiana Girelli? No. È Martina Piemonte, che si tuffa di testa e scaraventa il pallone in fondo al sacco.
Due a zero.
Una rete che fotografa alla perfezione la superiorità mostrata dalle Azzurre nel finale di prima frazione.
Per lunghi tratti la Svezia sembra quasi stordita dalla qualità e dall’intensità dell’Italia.
La forza di un gruppo costruito nel tempo
Se c’è una fotografia che racconta il lavoro svolto da Andrea Soncin negli ultimi mesi, probabilmente è proprio questo primo tempo.
L’Italia non dipende più da poche individualità. È diventata una squadra vera.
Le rotazioni non indeboliscono il gruppo, lo rafforzano. Chi entra garantisce qualità, chi parte titolare risponde presente. Un patrimonio tecnico e umano che il commissario tecnico ha saputo costruire con pazienza e intelligenza.
Le prestazioni di Cantore e Di Guglielmo sulla fascia destra sono state semplicemente straordinarie. Greggi e Giugliano hanno gestito il centrocampo con personalità. Salvai e Lenzini hanno limitato le iniziative offensive svedesi per gran parte della gara.
Ma soprattutto ha brillato Martina Oliviero.
Gol, assist, corsa, sacrificio e qualità. Una partita da protagonista assoluta.
Tre minuti che cambiano tutto
Il calcio, però, sa essere crudele.
Nella ripresa la Svezia aumenta progressivamente la pressione. Anche i cambi effettuati dal commissario tecnico Peter Gerhardsson danno nuova energia alle padrone di casa.
L’Italia continua a difendersi con ordine, ma il baricentro si abbassa inevitabilmente.
Al 70′ arriva l’episodio che riapre il match.
Su una situazione da calcio piazzato nasce una mischia in area azzurra. La neoentrata Lundkvist trova il colpo di testa vincente. Giuliani prova ad intervenire ma non riesce ad evitare che il pallone oltrepassi la linea.
È il 2-1.
Passano appena tre minuti e arriva la doccia fredda.
Ancora una palla inattiva. Ancora un’incertezza difensiva. Giuliani respinge corto sugli sviluppi di un corner e sulla sfera si avventa Rolfo che da pochi passi firma il pareggio.
Due gol subiti in tre minuti.
Due episodi che cancellano un vantaggio costruito con quasi settanta minuti di calcio eccellente.
Un pareggio che lascia fiducia
Nel finale l’Italia prova comunque a reagire.
Entrano Bonansea, Glionna, Boattin e successivamente Girelli. Le Azzurre cercano di rialzare il baricentro e di spezzare l’entusiasmo svedese.
La gara si chiude sul 2-2.
Un pareggio che forse lascia qualche rimpianto per come si era sviluppata la partita, ma che allo stesso tempo certifica il livello raggiunto da questa Nazionale.
Per lunghi tratti l’Italia ha dominato una squadra che occupa stabilmente le prime posizioni del ranking mondiale e che negli ultimi anni è stata protagonista in Europei, Mondiali e Olimpiadi.
E non è un dettaglio.

Adesso arrivano i play-off
La vittoria della Danimarca sulla Serbia ha chiuso definitivamente i giochi per il primo posto del girone. Le danesi volano direttamente ai Mondiali brasiliani, mentre l’Italia conclude al secondo posto e dovrà conquistare il pass attraverso gli spareggi.
I play-off si disputeranno tra ottobre e dicembre 2026 e metteranno in palio gli ultimi posti europei per la Coppa del Mondo FIFA femminile 2027.
Ma se c’è una squadra che oggi può guardare al futuro con ottimismo, quella è proprio l’Italia.
La sensazione è che la sconfitta dell’andata contro la Svezia abbia rappresentato il vero spartiacque del percorso azzurro. Da quel momento la squadra è cresciuta sotto ogni aspetto: qualità del gioco, personalità, gestione delle partite e profondità della rosa.
Questa Italia merita di continuare a sognare
Ci sono pareggi che assomigliano a sconfitte e pareggi che invece diventano una dichiarazione d’intenti.
Quello di Göteborg appartiene alla seconda categoria.
L’Italia non ha conquistato il pass diretto per il Brasile. Ma ha conquistato qualcosa di altrettanto importante: la consapevolezza di poter competere contro chiunque.
Le lacrime di delusione per una vittoria sfumata in tre minuti dovranno presto lasciare spazio all’orgoglio.
Perché questa Nazionale non è più una sorpresa.
È una realtà.
E quando in autunno inizierà il cammino dei play-off, nessuna avversaria potrà essere felice di trovare sulla propria strada le ragazze di Andrea Soncin.
Perché l’Italia vista in Svezia, soprattutto quella meravigliosa del primo tempo, ha dimostrato di avere tutto per inseguire ancora il sogno mondiale.
E forse, questa volta, non servirà nessun miracolo.
Danilo Billi
