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Quelli che ci sono
Ci sono persone che una squadra non la guidano dalla panchina e non le vedi quasi mai sotto i riflettori. Eppure, quando mancano, te ne accorgi subito.
Stefano Cini è una di quelle persone.
Dirigente accompagnatore dell’Olimpia Basket Femminile Pesaro, è arrivato nella famiglia Olimpia seguendo la figlia Gaia, sei anni fa. Da Fermignano a Pesaro, chilometri, allenamenti, trasferte e partite. Poi, quasi naturalmente, quella presenza da padre è diventata qualcosa di più.
«Dal 2023-2024 sono entrato ufficialmente come dirigente. Prima accompagnavo le ragazze, soprattutto nelle trasferte, poi mi è stato chiesto di entrare in società».
Una presenza diventata famiglia
Da allora Stefano è quello che c’è. Per gli arbitri, per le distinte, per le trasferte, per l’organizzazione. Ma soprattutto per le ragazze.
«La cosa che mi dà più soddisfazione è stare anche due o tre ore in palestra a vedere gli allenamenti. Mi piace proprio stare lì».
Ed è proprio lì, in quella palestra, che il suo ruolo ha trovato il significato più bello. Perché con il tempo Stefano è diventato una presenza familiare, una persona alla quale chiedere un consiglio, raccontare un problema o semplicemente rivolgersi per una piccola cosa.
Una caramella, una gommina, un sorriso e gli immancabili fazzoletti.
Piccole cose che, nello sport, spesso diventano enormi.

Anche il babbo ha il suo ruolo
Essere il dirigente della propria figlia non è stato sempre semplice.
«Da genitore ti viene da dire qualcosa in più. Poi Gaia mi ha detto: “Tanto il babbo in panchina me lo devo sopportare”».
Oggi quella presenza è diventata parte della normalità. E quando Stefano non c’è, a sentirne la mancanza non è soltanto Gaia. È tutto il gruppo.
Quel sogno chiamato Serie B
Alle spalle c’è anche una promozione in Serie B conquistata attraverso una stagione che lo stesso Stefano non pensava potesse arrivare così lontano.
«Non credevo che potessimo vincere il campionato».
Poi sono arrivate le vittorie, le rimonte, i playoff e quella finale contro Terni che ha trasformato un sogno in realtà.
Adesso c’è una Serie B tutta da vivere. Un campionato più difficile, contro squadre più esperte, ma con un gruppo giovane e affamato.
«Se riescono a fare squadra e a stare tutte insieme, qualche soddisfazione possiamo togliercela anche quest’anno».
Prima le ragazze, poi tutto il resto
Perché la parola squadra, per Stefano, non è mai soltanto una parola.
È famiglia.
E quella famiglia deve continuare a crescere, partendo proprio dalle più giovani.
«La nostra tendenza è quella di far crescere le piccole. Se non hai quella base, non puoi andare avanti».
Il valore di esserci
Forse, allora, il viaggio di Stefano è tutto racchiuso in una frase.
«Io penso che sia molto importante la presenza».
Esserci quando si vince, ma soprattutto quando si perde. Esserci durante un allenamento qualunque, quando non ci sono applausi né fotografie. Esserci per accompagnare, ascoltare, aiutare.
Perché una squadra non è fatta soltanto di canestri e classifiche.
È fatta anche dalle persone che, lontano dai riflettori, tengono accesa la luce.
Stefano Cini è entrato nell’Olimpia per accompagnare sua figlia.
Oggi, invece, accompagna una famiglia intera.
E forse, nello sport, non esiste vittoria più bella che sentirsi parte di qualcosa.
Danilo Billi
L’attesa è finita. La 𝐒𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐁 Femminile è pronta a tornare e noi siamo carichissimi!
Questa nuova stagione 2026/2027 parte subito con un match molto caldo…Vietato mancare:

