Dall’Inter alla Pro Sesto, passando per i successi con la Riozzese: il portiere classe 1993 racconta la sua carriera, la nuova avventura in Serie C e la vita tra calcio, scuola e musica.
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Ci sono carriere che si costruiscono con pazienza, scegliendo di crescere un passo alla volta, senza rincorrere continuamente nuove strade. Quella di Cristina Selmi, portiere classe 1993, è una storia fatta di continuità, vittorie ed esperienza. Dopo dodici stagioni all’Inter, due anni alla Riozzese e sei alla Pro Sesto, oggi è l’Alcione Milano la nuova casa calcistica in cui mettere i guantoni al servizio della squadra.
Una nuova avventura da affrontare con entusiasmo, portandosi dietro il bagaglio di chi conosce bene il campo e sa quanto contino il gruppo e il lavoro quotidiano.
Dall’Inter all’Alcione, una carriera costruita nel tempo
Cristina, il tuo percorso è stato caratterizzato da esperienze lunghe e importanti. Come sei arrivata fin qui?
«Ho iniziato a giocare a calcio a 12 anni e poi sono rimasta all’Inter per dodici stagioni. Successivamente sono andata alla Riozzese, dove ho trascorso due anni, e alla Pro Sesto, con cui sono rimasta sei stagioni. Quest’anno è iniziata la nuova avventura all’Alcione».
Non sei una giocatrice che cambia squadra ogni stagione. Quanto conta per te trovare l’ambiente giusto?
«Molto. Non mi piace cambiare continuamente squadra, perché penso che sia importante avere un gruppo unito, che si conosce dentro e fuori dal campo. Ovviamente non si può andare d’accordo con tutte, ma creare legami e conoscersi aiuta».
Che cosa ti ha convinta a scegliere l’Alcione Milano?
«È una società seria, con un progetto ambizioso e la possibilità di lavorare per raggiungere obiettivi importanti. Mi ha colpito anche tutta la struttura che c’è dietro: magari da fuori non si vede, ma ci sono tante persone che lavorano per noi e cercano di metterci nelle condizioni migliori. Poi conoscevo già parte del gruppo e dello staff tecnico, con cui mi ero trovata bene alla Pro Sesto. Ci sono state anche nuove entrate che hanno portato qualcosa in più».

Il portiere moderno? Per Cristina Selmi i piedi non sono una novità
Nel calcio di oggi, il portiere è sempre più coinvolto nella costruzione del gioco. Una tendenza che per Cristina non rappresenta certo una rivoluzione.
Ti sei sempre trovata a tuo agio con il pallone tra i piedi?
«Sì, perché prima di giocare in porta ero un esterno destro. Questo passato da giocatrice di movimento mi ha sicuramente aiutata. Mi considero un portiere abbastanza moderno e penso sia importante saper impostare, capire quando è il momento di lanciare e quando invece conviene far girare il pallone».
Questa capacità può fare davvero la differenza nel calcio attuale?
«Secondo me è un valore aggiunto. Non bisogna fare giocate particolari o chissà che cosa: conta saper leggere le situazioni e avere una visione più ampia del gioco. Naturalmente dipende dalle caratteristiche di ogni portiere, ma poter aiutare la squadra anche nella costruzione è una marcia in più».

Alcione Milano, un inizio che fa ben sperare
Il campionato è appena cominciato, ma le prime indicazioni sono positive. L’Alcione ha iniziato con una vittoria convincente e ha superato il turno di Coppa Italia. Per parlare di obiettivi definitivi è ancora presto, ma il gruppo sembra avere le carte in regola per crescere.
Cristina, come giudichi questo primo periodo con la tua nuova squadra?
«Per quello che ho visto finora sono soddisfatta. In campionato abbiamo iniziato con il piede giusto, anche se nel finale abbiamo preso un gol un po’ ingenuamente. Eravamo sul 4-0 e forse avevamo abbassato l’attenzione, ma siamo state brave a segnare quattro reti. Anche in Coppa è andata bene: abbiamo superato il turno e siamo contente».
Al di là dei risultati, che impressione ti ha fatto la squadra?
«Siamo un gruppo molto unito, anche se non ci conosciamo tutte da anni. Sono ragazze che hanno voglia di mettersi in gioco e credo che possiamo fare bene. Spero riusciremo a toglierci delle soddisfazioni sia in campionato sia in Coppa».

Dalla scuola al campo, con la musica sempre nelle cuffie
La vita di Cristina non ruota soltanto attorno al pallone. Fuori dal campo lavora come insegnante di educazione motoria, una professione che si intreccia con gli allenamenti e lascia poco spazio alle giornate vuote.
Come si svolge una tua giornata tipo?
«La mattina vado a scuola e, quando finisco, raggiungo il campo. Se lavoro soltanto al mattino, torno a casa, pranzo e sbrigo quello che devo fare, poi vado all’allenamento. Di solito iniziamo in palestra e proseguiamo sul campo con il lavoro tecnico e tattico».
E quando finalmente arriva il momento di staccare, che cosa ti aiuta a rilassarti?
«Mi piace molto la musica. Durante gli spostamenti mi accompagna sempre».
Una passione che, però, non sembra aver conquistato completamente lo spogliatoio: quando si tratta di scegliere la playlist della squadra, i gusti musicali sono piuttosto diversi e la selezione finisce soprattutto nelle mani delle più giovani.
Quanto ai rituali scaramantici prima delle partite, Cristina non ha particolari abitudini da confessare. Meglio affidarsi al lavoro e alla concentrazione, senza cercare scorciatoie.

Una nuova sfida, con la voglia di arrivare lontano
Dopo tanti anni trascorsi tra Inter, Riozzese e Pro Sesto, Cristina Selmi ha scelto l’Alcione Milano per aprire un nuovo capitolo della propria carriera. Lo fa con l’esperienza di chi ha conosciuto categorie diverse, festeggiato promozioni e alzato trofei, ma conserva intatta la voglia di mettersi in gioco.
Il campionato è soltanto all’inizio e la strada da percorrere è ancora lunga. Ma tra un pallone da bloccare, una lezione a scuola e la musica che accompagna gli spostamenti, il portiere arancione ha già trovato il suo ritmo.
Adesso la parola passa al campo, dove ogni parata può diventare l’inizio di una nuova storia e ogni traguardo si conquista insieme. Perché, come sa bene chi vive di calcio, le stagioni migliori non si raccontano prima: si costruiscono, giorno dopo giorno.
Danilo Billi

